Slider — 16 Febbraio 2018

Di quello che abbiamo scritto da circa la metà dello scorso gennaio, non neghiamo nulla, ma non affibbiateci etichette quando (da circa un mese a questa parte) articolo dopo articolo abbiamo sviscerato in tutte le sue forme – quando nessuno ne parlava o veramente erano pochissimi ne parlavano – questo favoloso Stratwarming seguito immediatamente da un tilting stratosferico .
Abbiamo tentato in tutte le maniere per indicarvi i tempi di propagazione (tempi massimi di rimbalzo in troposfera) ,ma… ahimè , non possiamo certo obbligarvi a leggere. Meglio sicuramente sarebbe stato inserire in ogni articolo “cartine variopinte al tornasole” per attirare la vostra attenzione ai contenuti e non alle foto (vi consiglio di andare a leggere tutti gli interventi (Antonio Pallucca) fatti da circa metà di Gennaio ad oggi e così discorrendo…

Conclusione dopo ben oltre 25 articoli e relative analisi (soprattutto analisi):

L’azione di trascinamento esercitata dalla circolazione stratosferica nei confronti dei sub strati (soprattutto in casi estremi come questo) e’ tanto efficace quanto il forte rovesciamento in atto in stratosfera (TILTING). Ordunque tale azione , per quanto forte sia, alcune volte potrebbe bloccarsi a quote medio basse stratosferiche per via di una non ideale coincidenza in verticale tra stratosfera e troposfera.
Sinceramente, in ben venti giorni consecutivi di osservazione ENS, non abbiamo mai visto uno SPLIT (tentativo al minimo) in troposfera. Un’ AUTENTICA WAVE2 (non surrogati) che si sviluppasse tra la Spagna occidentale ed Atlantico europeo tale da imprimere una scissione (importante) tra VORTICE CANADESE e VORTICE SIBERIANO. Separazione essenziale per dare una sferzata decisa all’inversione dei venti zonali.

Tuttavia qualche elemento potrebbere salvarci da questa “Caporetto” meteo:

– SST (anomalie delle superfici oceaniche area centro nord Atlantico) quasi tutte positive tranne nelle coste tropicali orientali del medio Atlantico . Ragion per cui la wave 2 (anticiclone delle Azzorre) al momento stenta nella sua propagazione dinamica .

– PNA torna negativo in maniera decente e per aiutare la “teorica” wave2 nel tentativo di disunire i due vortici (canadese/siberiano) attraverso un’azione disgiuntiva dei due lobi freddi.

– NAO verso valori nettamente negativi . Possibile propagazione della wave 2 (autentica e non a semionda intendiamoci)

– MJO ancora decisamente in fuoriuscita dallo stage 7 (outlook)

Noi (MeteoTime) non puntiamo , a questo punto, certo ed ad illusori anticicloni sub polari (farebbe gioco solo al centro nord europeo). Quello che vogliamo vedere e’ ben descritto sopra. Questo ci aspettiamo non altro! Se cio’ non si verificasse (anche nel lungo raggio e dopo tutto questo surplus (lavoro) stratosferico, inevitabilmente otterremo ben poco rispetto alle aspettative. Certo che dopo ben 40 anni passati ad osservare modelli (anche di grande valore deterministico) assistere a poco sarebbe un grosso smacco per tutti (professionisti o meno).

Buona lettura.

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Daniele Baroni

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