Climatologia Slider — 13 Dicembre 2018
13 Dicembre 2001, data storica nella storia meteorologica del Nord Italia, non tanto per gli accumuli ma quanto per l’evento in se, una goccia gelida di origine artico-siberiana, inizialmente destinata a colpire il centro italia (doveva finire a roma) è finita per entrare dritta nel nord italia, con un rapido peggioramento delle condizioni meteorologiche da est a ovest, con violente raffiche di vento gelido, tracollo termico e neve su tutto il Nord.
Nell’articolo tutte le cronache meteorologiche di quel magico evento.

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MILANO — E’ arrivata con raffiche di vento siberiano a 50 all’ora, ha mandato in tilt il traffico in città e ridotto a una coda unica quello sulle tangenziali, ha sconvolto i tabelloni degli aeroporti e delle stazioni ferroviarie: poi la neve, dopo aver fatto parlare di sé i milanesi così tanto da far «saltare» per un paio d’ore le linee dei telefoni cellulari, in serata se ne è andata lasciando in eredità 80 persone nei pronto soccorso per fratture causate da cadute sul ghiaccio, 13 Comuni della provincia senza energia elettrica, e una partita di calcio (Milan-Lazio di Coppa Italia da rifare). CAOS NEL TRAFFICO iniziata nel tardo pomeriggio, complice le forti e gelide raffiche, la nevicata non impiega molto a far saltare i delicati meccanismi della mobilità nella metropoli: il traffico impazzisce nel labirinto di una moltitudine di microincidenti stradali con 50 ambulanze a medicare lievi feriti. Chi si trova in tangenziale, impiega anche tre ore per arrivare in centro città; chi ne deve uscire, si accoda in una fila che avanza a passo d’uomo. All’una di notte in città la situazione è stata ancora così confusa, che il prefetto di Milano ha chiesto (e ottenuto), di tenere in funzione le linee della metropolitana durante la notte, almeno «fino a cessata emergenza>> CELLULARI IN TILT — La caccia ai taxi trasforma in miraggio le auto gialle e il picco di chiamate telefoniche produce un volume di traffico superiore alle potenzialità dei sistemi dei gestori di cellulari, con i telefonini che perciò rimangono a lungo muti. AEROPORTI—Per azzoppare Linate e Malpensa, neve e vento si dividono i compiti: lo sgombero della neve dalle piste costringe Linate a bloccarsi per un’ora e mezza dalle 20.45 (e non pochi voli devono fare ritorno agli scali di partenza), mentre Malpensa (che non avrebbe problemi di neve), soffre le folate di vento che impongono ritardi ai voli in arrivo. TRENI — Guai anche per chi viaggia in treno: nel capoluogo lombardo bloccate le stazioni Centrale (seconda in Italia per traffico) e Garibaldi, i binari ghiacciano e per «scongelarli» si rendono necessarie interruzioni sulla Milano-Domodossola. Colpite le linee delle Ferrovie Nord e il Malpensa Express. Una centralina in tilt blocca gli scambi alla stazione Centrale. Migliaia le persone bloccate sui treni sulle linee Milano-Roma e Milano-Venezia. SENZA LUCE — In serata si moltiplicano, anche in alcuni ospedali, i black-out: 13 Comuni della provincia (tra i quali i popolosi Cinisello Balsamo, Rozzano, Abbiategrasso, Brugherio, Garbagnate, Paderno, Magenta, Corbetta, Bareggiorestano a tratti senza luce. L’Enel dichiara «critica» l’erogazione dell’energia elettrica. MILAN-LAZIO RINVIATA — Intanto la nevicata provoca a San Siro, allo stadio Meazza, l’annullamento della partita di Coppa Italia tra Milan e Lazio e il suo rinvio a data da destinarsi.
SENZA DIMORA — Decine di telefonate di protesta per gli spazzaneve che non sono entrati in servizio in città: Solo nella notte sono usciti in città i 134 mezzi spargisale mobilitati daU’Amsa, per prevenire il caos di questa mattina. Città battuta anche dai volontari della Caritas alla ricerca dei «senza dimora» esposti a notti di gelo: infatti, se la neve è già finita, il freddo continuerà fino a martedì. Oggi previsti 6 gradi sotto lo zero.
Luigi Ferrarelli

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MILANO — Cade la neve su tutta la Lombardia, tranne che in montagna. Le situazioni più difficili si sono registrate a Mantova, Brescia e Pavia, dove la neve è stata accompagnata da forti raffiche di vento. Numerosi i disagi: circolazione bloccata, molte le auto finite fuori strada, alberi abbattuti, ma soprattutto, diverse città rimaste al buio. Nel caos anche Milano: a causa del fondo stradale reso scivoloso dalla neve, in città traffico impazzito e code di auto lungo tutto l’anello delle tangenziali. A partire dalle 19.20, fermi la maggior parte dei treni delle Ferrovie Nord: migliaia di pendolari hanno potuto far ritorno a casa solo a tarda notte. Bloccata la stazione centrale e quella di Garibaldi. IL CASO — A Mantova il vento ha iniziato a soffiare forte intorno alle 16, accompagnato da una intensa nevicata. Circa un’ora dopo al centro commerciale Ipercoop «La Favorita», alle porte di Mantova, è andata via la luce: le centinaia di persone che si trovavano al suo interno sono state invitate a uscire dall’edificio che alle 18 ha dovuto chiudere i battenti con tre ore di anticipo rispetto al solito. Il vento ha provocato il ribaltamento dei cartelloni pubblicitari fuori dalla struttura e il blackout dell’elettricità, durato circa venti minuti: stop dei registratori di cassa e luci spente in tutti negozi del centro. Per questi motivi, la direzione dell’Ipercoop ha deciso di far uscire i clienti dal centro e di anticipare la chiusura di tre ore. TRENI — Il maltempo ha paralizzato la circolazione di molti treni delle Ferrovie Nord-Milano e delle Fs. Numerosi i convogli rimasti fermi sui binari per il ghiaccio che ha bloccato gli scambi. I problemi maggiori si sono registrati sulle linee di Como, Varese, Novara e del Malpensa Express: migliaia di pendolari sono rimasti per ore in attesa e, in alcuni casi, sono riusciti a tornare a casa solo a tarda notte. Dalle 19.20 blocco dei treni tra Milano e Asso: un convoglio si è fermato sui binari tra Bovisio e Cesano Maderno a causa del ghiaccio e della neve. Bloccata anche la linea per Como dove un treno è rimasto fermo tra Rovellasca e Lomazzo. La bufera di neve ha congelato gli scambi ferroviaria in tutta la cintura intorno a Milano (Bovisa, Seveso, Meda, Mariano e Saronno), impedendo a molti convogli di viaggiare. Bloccate la stazione centrale di Milano e quella di Garibaldi. In provincia, altre stazioni minori sono rimaste per ore senza energia elettrica. A Parabiago, sulla linea Milano-Varese delle Ferrovie dello stato, una bufera di vento e neve ha provocato la caduta della linea elettrica di alimentazione interrompendo la circolazione dei treni e causando ritardi di almeno trenta minuti. BLACK OUT — Anche a Vigevano, in provincia di Pavia, il maltempo ha causato un’interruzione della corrente elettrica. Alcuni quartieri del centro e della periferia sono rimasti senza luce per quasi tre ore, dalle 19, quando si è abbattuta la bufera di neve, alle 22. Al buio per quasi due ore sono rimaste anche Mortara, Gambolò, Cassolnovo, Bressana Bottarone e San Martino Siccomario, alla periferia di Pavia. L’Enel Lombardia, ieri, ha diffuso un comunicato in cui si avvisava che, a causa della bufera, si è diffusa una «situazione di criticità delle reti di distribuzione di energia». Tutte le squadre di tecnici sono state chiamate al lavoro: in particolare, per far fronte all’eccezionalità della situazione, sono stati richiamati anche tecnici e operatori non normalmente in servizio. L’Enel si è messo in contatto con la Prefettura di tutte le città lombarde e con la Protezione Civile per favorire la diffusione di tutte le informazioni utili. Oltre all’elettricità, anche le linee telefoniche hanno avuto problemi in diverse città lombarde: i telefoni cellulari sono andati in tilt a Pavia, Bergamo, Brescia e Milano. Tutti i pendolari bloccati, o gli automobilisti intrappolati nel traffico, sono rimasti così isolati. STRADE — Disagi in tutte le strade e autostrade della pianura. Minori le difficoltà sulle montagne dove, forse per la temperatura molto bassa (a Sondrio il termometro è sceso sei gradi sotto lo zero) la neve non è potuta scendere. Auto in coda e alle prese con il manto nevoso in tutte le zone di pianura. Particolarmente colpite le province di Mantova, Cremona, Pavia, Milano, Bergamo e Brescia. Le precipitazioni sono iniziate intorno alle 16, accompagnate da raffiche di vento. Situazioni particolarmente difficili nei centri storici di Mantova, Cremona, Brescia e Bergamo dove la circolazione è rimasta paralizzata per ore. La neve ha smesso di cadere intorno alle 21 in quasi tutta la regione, ma i disagi sono continuati per tutta la notte perché in molte zone la temperatura è scesa rapidamente sotto lo zero rendendo ghiacciato il fondo stradale. Poco dopo le 21, sulla statale Paullese, a San Pedrengo, comune a tre chilometri da Cremona, proprio a causa del ghiaccio sulla strada, due auto si sono scontrate frontalmente: è morto un uomo di 63 anni e una persona è rimasta gravemente ferita. Traffico nel caos anche nelle province di Bergamo, Lodi e Varese. Una bufera di neve si è abbattuta intorno alle 16 sul basso Garda, nel Bresciano: la perturbazione si è poi spostata in città, creando molte difficoltà alla circolazione, e poi verso la Valcamonica, la Val Sabbia e la Val Trompia. I disagi maggiori, però, si sono registrati lungo le tangenziali e le strade cittadine di Milano. Nel capoluogo la circolazione è andata completamente in tilt ed è rimasta bloccata fino a tarda notte.
Arianna Ravelli
Pochi fiocchi, vento forte Malpensa, in azione 210 spazzaneve e oltre 500 uomini MALPENSA — Con un’esercitazione fatta a novembre era stato evidenziato e quindi risolto l’ultimo imprevisto: snellire ai varchi doganali dell’aeroporto i controlli antiterrorismo per gli spazzaneve. E ieri, con sette ore d’anticipo sui primi fiocchi bianchi, il piano anti-neve è scattato a Malpensa. Poco dopo le 19, quando gli aerei in arrivo sono stati portati da quasi 70 a 10 all’ora e la direzione di decollo e atterraggio è stata invertita per il forte vento causando ritardi di ore e oltre 30 voli cancellati: 210 spazzaneve sono stati schierati in aeroporto insieme a un esercito di 500 uomini. Al lavoro per sgomberare dalla neve piste e piazzali. Uno spazio grande quanto cinque campi di calcio. Un’area che coperta anche da un manto di soli cinque centimetri richiede l’utilizzo di circa 7.000 autocarri per portare via la neve (un serpentone lungo 50 chilometri). Già alle 12 è scattata la fase di allerta. Ma con alcune novità rispetto al 2000 e alla paralisi bianca di Natale. Per iniziare, al di là del presidio di 50 spazzaneve che avrebbe dovuto entrare in azione dal 21 dicembre al 7 gennaio, la nascita di un comitato anti-neve formato da tutti gli enti presenti in aeroporto (dalla società di gestione ai controllori di volo, fino alle compagnie aeree). Primo compito: monitorare l’operatività dell’aeroporto. Il più nuovo e delicato: decidere di chiudere lo scalo nel momento in cui Raffiche a 50 Chilometn orari non riesce più a garantire almeno la metà cancellati oltre degli atterraggi 30 voli, ritardi in tabellone.
Mezzi e addetti hanno iniziato a prendere le loro posizioni sui piazzali alle 17.30. Quanto all’interno dell’aerostazione gli altoparlanti hanno cominciato ad avvisare i passeggeri dei possibili ritardi. E bar e ristoranti sono stati allertati per restare aperti anche tutta la notte. Un’ora e mezza dopo i primi fiocchi. Ma di neve (bagnata) ne sono scesi solo alcuni centimetri. Sufficienti a far entrare in azione gli spazzaneve. I problemi maggiori li ha causati il forte vento, con raffiche superiori ai 50 chilometri orari. Soprattutto ai voli in arrivo: alcuni aerei, dopo aver atteso anche per un’ora l’autorizzazione ad atterrare, hanno chiesto di poter ottenere la priorità a toccare terra per mancanza di carburante. E a catena, anche per effetto del maltempo che si è abbattuto su altri aeroporti, si sono accumulati cancellazioni e ritardi che hanno toccato punte anche di diverse ore. Dieci centimetri di neve invece all’aeroporto di Linate. Lì i primi fiocchi bianchi hanno iniziato a scendere verso le 18. Sui piazzali sono stati schierati 81 spazzaneve e 130 uomini. Circa 40 i voli cancellati, i ritardi hanno toccato punte di diverse ore. E molti aerei in arrivo da Fiumicino hanno invertito la rotta in volo e sono ritornati all’aeroporto di partenza. Alle 20.30 il Forlanini è stato chiuso per permettere a tutti gli spazzaneve di entrare in azione in pista. «Blocco di un’ora», era stato annunciato. Ma con l’arrivo del forte vento l’aeroporto è rimasto chiuso fino a tarda sera.
Alessandra Mangiarotti

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Fabio Fornara

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