Editoriali Italia Slider — 10 settembre 2017
“La tristezza estrema che, come sempre, subentra a causa di tragedie enormi ed inconcepibili, puo’ e deve far riflettere… E allora proviamo a fare, se possibile, una qualche riflessione intelligente”

L’allarme c’era, non c’era e non poteva esserci la previsione esatta dei mm di pioggia su una certa località. E questa è una. La seconda è che, vedendo le immagini ed i filmati di questi minuti, vediamo solo civili volontari, amici degli amici e gente che si lamenta dei soccorsi. E questa è la seconda.

Poi c’è la terza, la più importante. Una pioggia come questa, pur intensissima, giustifica una tragedia di questo tipo? Oppure c’è qualcosa del territorio che, in termini di limiti e difetti, la favorisce ? Sono sinceramente a favore di questa seconda ipotesi.

E mi dispiace parecchio. Perchè sono a favore di questa seconda ipotesi? Semplice. Perché, ad es., se oggi la stessa pioggia del ’96 coinvolgesse la versilia come in quell’anno dei tanti morti, quel disastro non ci sarebbe, in quanto dopo il disastro furono fatti lavori tali da impedire che potesse ripetersi.

E’ una questione di soldi e di risorse ? Anche. Ma è soprattutto una questione di attenzione e cura dei corsi d’acqua, della geografia, della distribuzione dei centri abitati, delle case, del sistema fognario, ecc. ecc. Ogni tanto, coloro che sono pagati per questo, dovrebbero fare degli esami e dire: se arriva una pioggia di 250 mm in due ore cosa puo’ accadere ? E cosa possiamo fare affinche’ non vi siano tragedie? Certo che l’inevitabile esiste, ma non ditemi che è tutto inevitabile.

Purtroppo la previsione meteo ad alta risoluzione non è ancora arrivata alla possibilità di prevedere le localizzazioni precise dei sistemi temporaleschi. Una previsione esiste ed è mappata, ma occorre sempre considerarne i limiti ed il fatto che l’alluvione lampo può svilupparsi a breve distanza da dove è prevista. I sistemi temporaleschi che accompagnano le perturbazioni della mezza stagione, di inzio o di fine estate, sono sempre molto insidiosi da questo punto di vista.

Si formano in breve tempo, caratterizzano un’area non necessariamente estesa, possono finire per risultare un concentrato estremo di energia da dissipare, e possono tendere, spostandosi lentamente, a rigenerare, per alcune ore, e sullo stesso punto, le nubi degli intensi rovesci che l’accompagnano (vedi, appunto, il V-shaped o sistema a V autorigenerante di questa notte sul livornese, che, badate bene, altro non è che un sistema temporalesco con certe caratteristiche).

In questo modo puo’ accadere anche, e senza che ci sorprendiamo, che una Liguria, associata ad un allarme più alto, possa finire per essere coinvolta in un modo molto meno drastico. Si, ad un telegiornale ieri ho sentito che sulla Liguria sarebbe arrivata una supercella, ma questo è un altro discorso e rientra nel comico e nel cabaret…

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Pierangelo Perelli

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