Editoriali Slider — 30 ottobre 2018

Quando, a fronte di fasi di maltempo particolarmente accentuato, sento affermare che è colpa dei cambiamenti climatici, sulla base di un dire diventato il solito banale, scontato, bieco, piatto luogo comune, mi si accumulano litri di latte alle ginocchia. Si, perché anche ammesso che il cosidetto global warming corrisponda ad una verità scientifica (ci sarebbe da discuterne per mesi), rammentarlo di continuo, magari solo per il sentito dire, e metterlo anche nella minestra, è patetico. La fase di maltempo ancora in corso, e ora nella sua fase di strascico post-frontale, ha presentato toni particolarmente accentuati in virtù dell’azione di un profondo polo depressionario iberico, parzialmente frenato dal blocco anticiclonico dell’europa orientale. L’incalzare di una azione fredda, con vortice in quota e ciclogenesi, associato ad un muro frenante anticiclonico con aria umida sciroccale, ha l’effetto, in una orografia come l’area mediterranea, di costruire una ben organizzata ed estesa struttura negativa, produttiva, multifrontale e stazionaria o semi-stazionaria. Nella medesima, da oriente ad occidente, risulta palese la possibilità che si sviluppino: una ben definita ed attivissima instabilità pre-frontale con multicelle in sviluppo sul flusso meridionale, un sistema frontale temporalesco simil “squall line” quale linea di demarcazione principale tra le masse d’aria in contrasto lungo l’altezza della troposfera (ana cold front); uno strascico post-frontale di linee di instabilità o fronti freddi in quota. Sulla base del freno costituito dal sub-tropicale ad oriente un tale sistema sfonda con difficoltà, e finisce per evolvere lentamente. Il culmine della fase di maltempo associata a detto sistema si è avuto proprio in corrispondenza del transito del fronte freddo che, appunto, in veste, senza esagerare, di squall line o di simil squall line, ha interessato la penisola nel pomeriggio-sera di ieri. Venti forti pre-frontali meridionali e, a seguire, l’irruzione di venti forti più freschi e più occidentali, nonché cieli spettacolari con shelf cloud ben definite e nubifragi, ne possono essere considerati la testimonianza. Per quanto concerne i forti venti e i danni relativi occorre sempre differenziare, poi, tra vento di avvezione (normali venti orizzontali da gradiente barico), downburst (violenti raffiche di caduta nel temporale) e trombe d’aria. Spesso e volentieri, in questi casi, i danni, anche ingenti, sono legati alle prime due tipologie, e, molto più raramente, alla terza; non considero i fenomeni fantascientifici come quello descritto in un radio notiziario regionale di oggi che ha detto: “venti forti che si sono riuniti in una vera e propria tromba d’aria… (viva la fantasia). Come detto il maltempo descritto ha raggiunto ora quella che in gergo viene definita la fase post-frontale, la quale può risultare ancora produttiva fino a generare nuovi fronti in base ad assi di saccatura secondari, ma che, generalmente, è caratterizzata da uno strascico di instabilità in tendenziale esaurimento, tipico e legato all’incalzare dell’aria fredda in quota da occidente. La figura ciclonica associata è, oltremodo, in risalita su francia e germania. Per il prossimo futuro, tuttavia, la situazione generale, non sembra voler cambiare la sua connotazione e sembra, seppur con toni meno estremi, voler, piuttosto, mantenere quella di influenze atlantiche, frenate o semifrenate in mediterraneo. L’attuale situazione, con la depressione in risalita e con la nuova (a sud-ovest delle isole britanniche) pronta ad entrare, è rappresentata, nel disegno, dalle linee blu. Risulta evidente la persistenza di una azione di sacche oceaniche successive nonché quella del muro anticiclonico a levante, nel caso di questa seconda azione, persino in grado, alla fine e seppur in maniera temporanea, di isolarne il cut-off o il semi cut-off, tra africa settentrionale e baleari (la figura generale identifica il rialzo barico ulteriore a oriente, con l’isolamento temporaneo suddetto del vortice mediterraneo, previsto per il fine settimana)…

Pierangelo Perelli

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Pierangelo Perelli

(3) Readers Comments

  1. articolo davvero didattico………….scontato patetico pieno di un po di astio mal digerito…………………la scenza insegna…………vero.

  2. ecco la controdemagogia da strapazzo dal solito sito cosidetto controcorrente a fasi alterne……….che tristezza……

  3. ecco la controdemagogia da strapazzo di chi sa solo contesatare biecamente solo per farsi leggere………..o semplicemente farsi riconoscere………….

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