Editoriali Slider — 19 Gennaio 2021
Certi articoli che, in certi siti detti di meteo, parlano di freddo e gelo in febbraio dovuto allo stratwarming hanno lo stesso significato dell’oroscopo o di previsioni di maghi. Solo che in questo caso chi scrive si definisce meteorologo, ovvero un tecnico, uno che tratta di scienza. Ed è vergognoso. Non sto dicendo che non avremo un febbraio freddo; magari si e ci speriamo. Dico che di cialtroni e creduloni, e non è la prima volta che sono costretto a criticare un fenomeno di deriva o di degenerazione, internet ed il mondo sono pieni. Per cui mi sento di segnalare a tutti coloro che guardano al tempo e leggono articoli relativi di fare una selezione accurata, distinguendo tra articoli seri e cialtronerie, e di smettere di dare credito a tutto ciò che sa di grande notizia e di grande evento meteo futuro. La previsione meteo credibile ed affidabile arriva sino al massimo a 5-7 giorni e la meteo seria tratta la materia con raziocinio e senso scientifico, lontano da proiezioni che dettano cosa farà tra 15 giorni, tra un mese, o come sarà la stagione iniziata o quella prossima, e lontano da modi attira attenzione a suon di vetrina e titoloni. Detto questo e passando ad esaminare situazione ed evoluzione dei prossimi giorni possiamo senzaltro dire che, dopo una lunga fase dettata da un persistente affondo artico sull’europa occidentale foriero di instabilità in mediterraneo, tutto è andato e sta andando nella direzione della tipica situazione zonale, con alternanza di onde negative e positive. In verità detta alternanza potrebbe anche finire per rallentare il suo corso ovest-est, ma non certo a favore di eventuali spinte fredde, e, invece, piuttosto a favore di rimonte anticicloniche. Peraltro se, nell’ambito dei giorni che ci conducono a fine mese, si determinerà una affermazione anticiclonica lo vedremo. Allo stato attuale delle cose possiamo solo ammettere la possibilità che, da qui ai giorni 28-29, la configurazione dominante sia quella di una azione atlantica od occidentale, variabile e certamente non fredda. In questi casi, ai fini di un certo clima piuttosto che un altro, anche se sempre di matrice occidentale, conta molto la latitudine nella quale si colloca il fronte polare, tanto più foriero di instabilità e temperature meno miti quanto più disposto in basso. E se il medesimo non sembra offrire particolari orientamenti atipici in tal senso c’è davvero da aspettarsi una terza decade assai scarsa di interesse. Il disegno indica la situazione emisferica in quota prevista per i giorni 24-25 gennaio che è, in generale, anche quella che sembra intenzionata ad accompagnarci sino, più o meno, a fine mese, mentre la simbologia serve a marcare il senso di un tempo atlantico, che procede da ovest ad est, con onde di segno opposto più o meno pronunciate…
Pierangelo Perelli

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