Editoriali Slider — 09 maggio 2018

Il pantano mediterraneo di questi giorni presenta la persistenza tipica delle situazioni slegate dal grande flusso dominante ovest-est, e che risultano, pertanto, stagnanti ed intrappolate. L’area barica negativa medesima, in forma prevalente di goccia fredda o di circolazione fredda in quota, ha trovato anche il modo di acquisire energia per apporti continentali sostenuti da un pattern scand+, sempre decisamente sfavorevole alle stabilizzazioni. Naturale, allora, tutta la instabilità, negli effetti più tipicamente diurna, del caso, caratterizzata da un fiorire di aree temporalesche variamente distribuite, soprattutto, e per come fisiologico, lungo la componente di rimonta da sud e da sud-est della circolazione. Ora, però, questa stessa configurazione, descritta dalle due linee e dalle frecce più chiare che mostrano il flusso dominante del jet stream deviato verso nord-est e la circolazione mediterranea da esso slegata, tende a mostrare, seppur con lentezza, una certa stanca e la prospettiva di un cambiamento. Si va concretizzando, infatti, la possibilità di una riapertura della porta oceanica, destinata a ridisegnare, nel medio termine, la configurazione euro-atlantica, in favore di un flusso nord-occidentale od occidentale. Il disegno, con le frecce più scure, riferito alla situazione prevista in quota a 96 ore, mostra detta nuova circolazione possibile, ancorata ad una saccatura con asse disposto da nord-ovest a sud-est, che forza verso più basse latitudini, e che indica un nuovo apporto di instabilità, questa volta non legato ad un circolazione stazionaria ma all’ingresso di correnti atlantiche o nord-atlantiche ed al divenire di una situazione mobile occidentale…

Pierangelo Perelli

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