Editoriali Slider — 02 Novembre 2021

Siamo ai primi di novembre e su pagine e siti è già cominciata la filastrocca del freddo e della neve in arrivo o che arriverà. La lezione di anni relativa ad inverni scialbi non è ancora servita, e tanto meno quella che ci racconta di fredde proiezioni di lungo termine il più delle volte smentite. Se questo è legato al fatto che i modelli di calcolo meritano ancora opportuni ed algoritmici aggiornamenti non lo so. Può darsi. Sta di fatto che per prima cosa la previsione credibile arriva sino al massimo dei massimi a 5-7 giorni, e poi occorre le carte esaminarle bene giacché ad es. quelle delle ultime emissioni e che guardano fino quasi a metà mese del freddo non propongono neanche l’odore. L’autunno si sta facendo sentire in base agli effetti di un affondo atlantico che, nell’arco di alcuni giorni, è destinato a vortice mediterraneo e a cut-off o a semi cut-off, nell’ambito, guarda un pò, di un subtropicale di una certa intraprendenza e non estraneo al desiderio di salire anche con il suo ramo afro-mediterraneo. L’azione di un vortice in mediterraneo combinata a quella di un rialzo africano a levante, in linea generale, può anche deporre a favore di una persistenza di tempo umido ed instabile ma, come già detto in precedenza, tutta la configurazione non dà l’idea di essere così inclemente, e questo per il fatto che tende a muovere i centri barici moderatamente in senso retrogrado, favorendo, per un certo periodo almeno, un tempo di mezzo piuttosto che quello favorevole al vortice o, al contrario, favorevole al promontorio del sub-tropicale. Peraltro, in questi casi, non è certo facile prevedere le mosse degli elementi in gioco. Quello che appare molto probabile è comunque il costituirsi di un cut-off mediterraneo circondato da alte pressioni, decentrato e posizionato, più o meno, sui bacini occidentali o sud-occidentali. Non è escluso che alla fine, poi, la medesima circolazione possa essere agganciata e possa approfittare di forcing zonali in grado di riportarla verso levante a forzare il blocco, ma questa possibilità, che appartiene al lungo termine e, all’incirca, all’inizio della seconda decade, rimane tutta da vedere. Il disegno mostra la situazione generale prevista intorno ai giorni 7/8, quando l’azione atlantica è già ampiamente maturata nella depressione suddetta, quando la medesima ha guadagnato in senso retrogrado per collocarsi tra il nord-africa, la spagna e le baleari, e quando ha un pò lasciato spazio all’anticiclone disposto sui settori orientali del mediterraneo e sui balcani. Un contesto, questo, che con il freddo c’entra come il cavolo a merenda…

Pierangelo Perelli

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