Editoriali Slider — 18 Luglio 2026

Quello dei ciarlatani, della vetrina demenziale, del fiabesco e del vuoto di contenuti seri che caratterizza buona parte del mondo contemporaneo, di cui molto assimilabile ad esigenze di portafoglio, impazza nel meteo come quasi in nessun altro campo. Per quanto poi, e come si vede, la faccenda non coinvolge certamente solo il meteo, ma un pò tutti i campi della conoscenza e della cultura. Basta fare articoli in cui, ad es., si racconta come sarà l’estate e come sarà agosto, o come sarà l’inverno, o come bruceremo vivi, o come congeleremo per via dello scioglimento dei ghiacciai oppure per via dell’imminente era glaciale, per raccogliere credito, like, e commenti a non finire. E sarà sempre peggio. E sarà sempre più inutile cercare di far capire, a molti, la differenza tra la meteo seria e quella dei ciarlatani. Ecco perché è un mondo, questo qua, che avrebbe bisogno di controlli e di censura. Ne gioverebbe l’educazione e la corretta maturazione delle nuove generazioni, che invece crescono nel teatro del nulla, ed assistendo al nulla. Venendo alla situazione meteo consoliamoci, si fa per dire, con il molto probabile raffrescamento della settimana. Il disegno della situazione generale intorno ai giorni 22/23 detta diminuzione termica lo segna in maniera ineluttabile perché mostra il profilo di una situazione ancora relativamente meridiana ma nella quale la ridistribuzione degli alti valori barici in quota verso ovest fa spazio, al livello della longitudine della media europa, ad una saccatura destinata ad affondare verso sud o verso sud-est in direzione di adriatico e penisola balcanica. Il relativo quasi “reverse” non può non essere sinonimo, per effetto di diminuzione barica in quota e di avvezione di masse d’aria da settentrione, di riduzioni termiche e di una possibile, ancora da inquadrare meglio, passata di instabilità segnatamente sui settori orientali. Se tutto questo sarà il preambolo di qualcosa di più zonale, per come ci indica ad es. ECMWF, e da contestualizzare nei giorni successivi, oppure della persistenza di tale corrente settentrionale, o ancora di un certo ritorno di alta pressione, lo vedremo meglio. Di certo la prospettiva suddetta di ECMWF, ma anche di altri modelli, conforta maggiormente di altre ipotesi l’idea di una mitizzazione e di una destabilizzazione, se non particolarmente significative, quanto meno più generali e durature (vedi il confronto, indicato dalle frecce e relativamente ad una isoipsa di riferimento, tra la situazione del 23 e quella di metà decade)…

Pierangelo Perelli

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