L’analisi della situazione e della evoluzione del breve/medio termine non presenta particolari livelli di difficoltà in quanto ancorata ad un contesto dinamico anticiclonico relativamente stabile che vede i suoi massimi in quota alle longitudini di iberia ed europa centro-occidentale. Tende a diventare ben più ardua quando si osservino i forecast modellistici a partire da fine prima o da inizio seconda decade. E questo per il fatto che si rileva, a livello euro-atlantico, la tendenza verso un cambiamento generale di configurazione che, pur se destinato, nella sua complessità, ad essere ulteriormente meglio interpretato nei prossimi giorni, nella sostanza mostra un orientamento nella direzione di una meridianizzazione. Il disegno della barica al suolo e della situazione in quota, enfatizzato, nel suo profilo essenziale, dalle frecce medie, si riferisce ai giorni 10/11 e delinea una situazione ancora assimilabile a quella attuale e dei prossimi giorni, ma con una riduzione della pressione da affondo e da cut-off a ridosso della penisola iberica e con un ulteriore moderato rialzo in latitudine della campana anticiclonica che abbraccia la parte centro-occidentale del continente. E’ un quadro che, guardando oltre nel tempo, sembra fare da preambolo ad un trend di ulteriore estremizzazione meridiana, con una spinta anticiclonica ed una rimonta calda in quota che muovono verso nord o nord-est, con l’affondo che è forzato a muovere, a sua volta, verso nord-est, e con una rimonta anticiclonica anche verso la groenlandia, la quale non può che favorire affondi più consistenti dal nord-atlantico verso l’europa nord-occidentale. Da tutto questo può conseguire il determinarsi di un cut-off anticiclonico scandinavo, l’aggancio del cut-off in risalita lungo l’europa occidentale da parte dei suddetti affondi del nord-atlantico e, alla fine, per come suggerito dalle frecce grandi che delineano i relativi movimenti e dalle frecce piccole che delineano la conseguente possibile situazione in direzione di metà mese, un contesto che tende a simil dipolo, con relativa falla alle medie latitudini del continente e con pattern scand+. Al netto del realizzarsi di una situazione del genere, per quanto tutta ancora da decifrare e che, al momento, rimane una possibilità o una ipotesti tra le ipotesi, gli esiti per il mediterraneo e per la nostra penisola potrebbero essere quelli di una destabilizzazione, quanto meno alle corrispondenti latitudini più settentrionali, e tutto questo anche, un pò paradossalmente, nell’ambito di un sub-tropicale afro-mediterraneo tutt’altro che arrendevole, ed anzi, sempre assai minaccioso…
Pierangelo Perelli






























