Editoriali Slider — 01 Luglio 2026

Luglio inizia nel segno di un mini-break, inevitabilmente foriero di una incentivazione e di un transito di instabilità e di fenomenologia temporalesca, prima al nord ma, a seguire, anche lungo la penisola da nord a sud. L’evoluzione intravista in precedenza si conferma anche per quanto riguarda il comportamento successivo della configurazione euro-atlantico e del sub-tropicale, quest’ultimo sempre ben presente ma, per come sembra da molte ultime proiezioni, ancorato ad un pattern che lo vede disposto tra oceano ed europa occidentale. Una figura positiva dinamica, per quanto strutturata come un promontorio, ben presente in atlantico o sul vicino atlantico, risulta, per il mediterraneo, meno inclemente. E risulta meno inclemente per come quanto coinvolge il mediterraneo è rappresentato dal flusso nord-occidentale in quota relativo e, nella sostanza, da un contesto che vede i massimi della subsidenza e della avvezione calda in quota spostati ad occidente e che vede l’influenza di masse d’aria più oceaniche. Di questo non può essere contenta la penisola iberica, ma questo è. Se osserviamo il disegno della situazione generale prevista da ECMWF intorno ai giorni 4/5 e corredato del profilo del jet stream inquadrato nell’ambito dei flussi più marcati o dove risultano tratti o aree di accelerazione/decelerazione, si può senz’altro cogliere il senso della classica situazione in cui i forcing dominanti agiscono, per quanto abbastanza alti in latitudine, lungo una direttrice nord-ovest/sud-est. E lungo una direttrice di segno zonale che poi è anche quella che si conforma ad un flusso atlantico alle alte latitudini del continente ed in discesa verso l’europa orientale a lambire l’arco alpino, e che si conforma ad una figura anticiclonica in cui si disegna un’area di alte pressioni dei bassi strati, nelle vesti del classico azzorriano, disposta tra oceano ed europa occidentale. Con una siffatta situazione, per come detto successiva e conseguente al moderato affondo in arrivo, si può pensare certamente ad un rapido ripristino dell’estate piena, ma si può anche pensare, con la dovuta cautela e con un pò di ottimismo, alla possibilità di una prima decade del mese nel segno di un caldo meno opprimente…

Pierangelo Perelli

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