Editoriali Slider — 17 Maggio 2026

Il cambio di configurazione meteo in precedenza accennato si conferma sulla base della maturazione di una situazione di blocco. Il freno all’atlantico e, pertanto, la relativa interruzione del flusso nord-oceanico di questi ultimi giorni, vede come protagonista la rimonta di un promontorio sub-tropicale sull’europa nord-occidentale a partire da inizio terza decade. Si osserva, nel complesso, una generale rimonta del sub-tropicale che, tendenzialmente, sembra voler coinvolgere anche lo stesso atlantico, e, dunque, l’evoluzione nella direzione di un quadro che può dare vita a movimenti retrogradi continentali, peraltro ancora bene da decifrare nei loro effettivi movimenti e nella loro effettiva futura influenza sul mediterraneo. La situazione risulta, per alcuni modelli, ancora più complicata dal fatto che la stessa alta pressione, per quanto protagonista, non sembra così invulnerabile ad infiltrazioni sia del nord-atlantico che continentali dei mari del nord. Non sembra, cioè, e come nel caso del disegno ECMWF, si possa delineare il netto e lineare contesto con alta pressione sullo scacchiere continentale occidentale e con falle ad oriente, più o meno retrograde. Sembra, invece, che un tale possibile contesto possa risultare associato a fughe di gocce fredde di matrice oceanica in grado, poi, di interagire con quanto offrono i tipici movimenti ciclonici in quota che tendono, liberi, a muovere in senso anti-zonale e, eventualmente, a guadagnare verso ovest ruotando il proprio asse in senso anti-orario od operando il tilting negativo caratteristico di queste evoluzioni. Tant’è che, per come si può osservare nel disegno della situazione prevista intorno ai giorni 22/23, la goccia fredda staccatasi dal flusso sul nord-atlantico ed in discesa verso l’iberia e quella in discesa verso sud sull’europa settentrionale, possono finire per interagire positivamente fino a determinare una falla in quota tra francia, iberia e nord-italia. Nel caso, a dispetto di un sub-tropicale ben più presente rispetto al contesto attuale, si renderebbe possibile un momento di instabilità sulle aree menzionate. E’ altresì vero, comunque, che il lungo termine potrebbe finire per vedere prevalere alla fine, e con una ripresa sull’europa occidentale, il medesimo sub-tropicale, anche se sempre nell’ambito di un profilo non così solido, stavolta ed in primis sul lato orientale…

Pierangelo Perelli

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