Editoriali Slider — 12 Aprile 2026

L’evoluzione meteo vede un sostanziale temporaneo guasto del tempo che trova in una azione atlantica la causa principale. Sfumata ogni sua possibilità di interazione con l’azione continentale la medesima azione trova il modo di interagire positivamente con una circolazione depressionaria presente sul nord-africa. Tutto questo è quanto di più interessante caratterizzi il quadro attuale e del breve-medio termine, fornendo le caratteristiche della classica evoluzione in cui ad un affondo atlantico meridiano in corrispondenza dell’iberia consegue un aggancio di depressione e la relativa maturazione ciclonica in risalita verso nord o nord-est. Ad un forcing del jet stream nord/sud o nord-ovest/sud-est segue un forcing sud/nord o sud-ovest/nord-est, con la corrispondente divergenza in quota che approfondisce la relativa depressione al suolo destinata, appunto, a risalita. Un tale schema evolutivo è sempre foriero di un peggioramento, più o meno marcato, ad iniziare dai settori occidentali. E può essere anche foriero di una azione alquanto insidiosa perché associata ad elementi di convergenza e ciclogenesi relativamente marcati. In questo caso, tuttavia, è possibile che una certa tendenza dei valori barici in quota a non sprofondare eccessivamente possa far si che la destabilizzazione non risulti così marcata o risulti meno marcata di quanto situazioni del genere possano determinare. C’è poi da aggiungere che la medesima azione depressionaria sembra tendere, nell’arco di 2-3 giorni, ad isolamento, a graduale spostamento verso il basso mediterraneo e ad altrettanto graduale colmamento, sulla base di un anticiclone ramo atlantico che appare intenzionato a chiudere le infiltrazioni ed a ripristinare un contesto relativamente stabile. Il disegno, che si riferisce alla situazione prevista tra oggi e domani, mostra l’affondo lungo iberia e mediterraneo occidentale ed identifica l’aggancio esaminato con la conseguente risalita ciclonica…

Pierangelo Perelli

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