L’allontanamento del vortice, ancora in azione in area mediterranea, associato ad un subentrante cuneo anticiclonico di segno oceanico, segna l’arrivo di una fase di stampo primaverile e stabile. La fase perturbata, per parte d’italia e dei giorni scorsi, si è manifestata sulla base di una esemplare azione depressionaria, e di quelle classiche che vedono un affondo meridiano seguito da vorticizzazione con esaltazione di divergenza e richiamo di correnti umide instabili sul lato orientale della relativa figura depressioria. Il tutto nel contesto di una graduale rotazione dell’asse della depressione in senso antiorario, che esalta detta fenomenologia, nonché approfondimento barico e vorticità. In fondo tutto questo, governato dalla dinamica dell’atmosfera alle medie latitudini, rientra nella termodinamica degli scambi termici tra latitudini, per quanto poi, come si sa, la medesima dissipazione dell’energia possa avvenire in modo esteso e moderato o in modo concentrato ed esplosivo a seconda di tanti parametri. L’azione anticiclonica sopra menzionata andrà, nel contempo e per gli effetti di un affondo in oceano, acquisendo poi la connotazione di promontorio afro-mediterraneo, in ogni caso marcando alcuni giorni di tempo con rialzi termici e stabilità. Vedremo poi se, a seguire, lo stesso promontorio di un quadro ben meridiano, andrà sfumando lasciando spazio ad un fenomeno di fusione tra le due configurazioni cicloniche, atlantica e continentale, teso a ripristinare il flusso zonale o teso, in ogni caso, a delineare un disegno depressionario. Il mio disegno si riferisce alla situazione prevista intorno ai giorni 6/7 aprile e mostra la tipica situazione meridiana con ampie ondulazioni, e con figura anticiclonica dinamica su europa centrale e mediterraneo, tra la saccatura atlantica in affondo meridiano ed la figura ciclonica continentale sull’europa nord-orientale. Detta situazione può più o meno tenere per qualche tempo ma può anche risultare, alla fine, non così stabile, sia per effetto dell’azione depressionaria ad ovest e sia per l’effetto dell’azione depressionaria ad est che tende ad essere retrograda e forzata a muovere verso occidente. Ecco come i corrispondenti forcing possono, pertanto, finire per spingere le due figure in senso opposto in un quadro di interazione costruttiva o merging, nel quale il promontorio è sostituito da bassa pressione. Si sta, però, trattando di qualcosa che può evolvere verso fine decade, ovverosia troppo in là nel tempo per poter porre certezze…
Pierangelo Perelli






























