Editoriali Slider — 13 Marzo 2026

L’evoluzione che si prospetta è esattamente quella intravista in precedenza e che vede, al seguito del peggioramento o del cambiamento in corso sostenuto da flessione barica ed affondi in mediterraneo, una rimonta sub-tropicale in grado di bloccare il medesimo atlantico e dare fiato ad un contesto continentale. L’affondo di questo fine settimana rappresenta il culmine del cambiamento sopra menzionato, peraltro simboleggiato da una saccatura che, ostacolata a levante, tende un po’ a scivolare lungo una direttrice nord/sud sul mediterraneo occidentale, limitando, forse, la sua influenza, alle nostre estreme regioni occidentali. Poi sarà rimonta anticiclonica, e lo sarà in una veste simil-omega, in grado di tenere a largo bloccata la saccatura atlantica e di produrre il controeffetto di una struttura moderatamente depressionaria sull’europa orientale tendente ad estensione retrograda. Tale estensione, associata ad alta pressione al suolo disposta sull’europa centrale e nord-orientale, non potrà mancare di favorire un contesto di segno continentale, non così stabile e, verosimilmente, più fresco. Da qui a dire che avremo un ritorno dell’inverno o un vero afflusso freddo, però, ce ne corre e, comunque, vedremo. Ed in ogni caso, al netto di una qualche possibilità più o meno marcata del genere, le analisi di medio-lungo termine detta fase orientale la inquadrano come molto temporanea, destinata a sfumare in correnti sciroccali intorno a fine seconda o inizio terza decade. Per quei giorni si intravede, infatti, accanto alla caduta dell’alta pressione, la classica conseguente evoluzione nella quale l’azione dell’est retrograda e quella più meridionale oceanica, muovendo in direzioni opposte lungo i paralleli, tendono ad entrare in fase, configurando un disegno generale depressionario con asse disposto da nord-est a sud-ovest tra l’europa centrale ed il mediterraneo occidentale e con corrispondenti correnti sud-occidentali o meridionali sulla penisola. L’ulteriore futuro, poi, lo lasciamo, e come è ovvio che sia, alle grottesche fantasie di qualcuno. Il disegno si riferisce alla situazione generale prevista intorno ai giorni 17/18 e segna la situazione bloccata e marcata, in area mediterranea, in parte dall’alta pressione ed in parte da infiltrazioni di matrice orientale. La simbologia costituita dalle frecce più grandi intende, a sua volta, rappresentare la possibile, da confermare, evoluzione di fine seconda o di inizio terza decade, identificabile nel ritorno di un regime depressionario supportato dalla fasatura sopra descritta e dalla conseguente mobilizzazione verso est della saccatura oceanica…

Pierangelo Perelli

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