Editoriali Slider — 31 Gennaio 2026

Scrutare lo split del vortice stratosferico che i modelli, al momento, confermano per fine prima decade di febbraio, è lecito ma non può, in alcun modo, indicare la probabilità che lo stesso abbia una qualche influenza sul tempo mediterraneo. Potrebbe averla, oppure averla su altre aree dell’emisfero, oppure non averla. Fenomeni come un Sudden Stratospheric Warming (SSW) (in questo caso con valori MAX di -20) ed uno split possono far sperare, ma occorre, sempre, attendere e attendere parecchio prima di scrivere titoloni ed articoli previsionali nel merito. Il Winter Coupling Index (WCI), quando la sua previsione nel medio/breve indichi valori di 3 o superiori, ci può dare un’idea più concreta nel merito. Ma anche in questo caso potremmo sempre aspettarci che gli effetti sul VP, sul piano della distribuzione delle onde e dei centri barici a livello emisferico, non sia tale da creare effetti particolari in mediterraneo ed in Italia. Se esaminiamo, infatti, la statistica degli stratwarming degni di tale nome e le volte che questi producono eventi freddi o molto freddi in Italia, si hanno dati non proprio, per i freddisti, confortanti. Ovvio che tutto può succedere e vedremo. Al momento, alle latitudini medio-basse, continua, imperterrito e piuttosto restìo a cedere, il contesto atlantico da tempo in azione ed associato a temperature né troppo alte e né troppo basse, non proprio ascrivibile ad un clima invernale freddo ed anzi, ascrivibile, anche in termini di precipitazioni, ad un autunno inoltrato o ad un inverno maturo ed in stanca. Un contesto del genere, in considerazione delle latitudini in cui si colloca, più o meno, il fronte polare, è ascrivibile ad un flusso ondulato che, con le sue perturbazioni, coinvolge, in pieno o giù di lì, il mediterraneo. Tra intervalli di breve durata con modesta componente anticiclonica e transiti perturbati, di questo tipo di tempo ne avremo, probabilmente, ancora per giorni. E ne avremo per giorni con la, ancora da confermare, possibilità, che solo intorno al 10, si possa avere un certo rialzo barico ad ovest sull’oceano, magari in grado di, almeno temporaneamente, arrestare tale flusso zonale e configurare una saccatura a carattere freddo capace di estendersi al mediterraneo. Vari modelli, intorno a questa ipotesi, concordano, ma è chiaro che, considerata la distanza temporale che non consente di avere certezze, ci sarà da attendere e molto da verificare. Il mio disegno illustra la situazione generale prevista intorno ai giorni 3/4 e mostra la fascia depressionaria che, dal nord-atlantico groenlandese, spinge in direzione del mediterraneo, con le sue correnti occidentali. Nel contempo mostra anche una certa figura anticiclonica, anche dinamica tra Islanda e Groenlandia e più termica sull’europa nord-orientale, che, però, in termini di flusso anti-zonale e per il momento, ha ben poca influenza. Ed ha ben poca influenza, come detto, almeno sino, molto probabilmente, a fine decade, ed ovvero a quando, se assumiamo come veri certi forecast, un certo rialzo barico di tipo dinamico in atlantico potrebbe venire a costituire una disposizione anticiclonica tra oceano iberico ed Islanda (frecce grandi)…

Pierangelo Perelli

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