Editoriali Slider — 03 Febbraio 2026

Quello che accadrà tra vari giorni e nel lungo termine lo vedremo. Si stanno considerando molto il displacement e lo split del vortice polare stratosferico che i modelli continuano a prevedere tra fine decade e metà mese ma è perfettamente inutile, guardando a detta evoluzione, fare dissertazioni sulle possibilità di certe relative influenze sul tempo mediterraneo. Guardando ai prossimi giorni e spingendosi fino alla fine della prima decade del mese circa, e considerando, ovvero, un termine temporale tale da consentire un minimo di ipotesi realistiche, il fatto sostanziale e che continuerà ad essere dominante sembra essere quello di un quadro con aspetti configurativi più di tipo autunnale che invernale. Un contesto atlantico, occidentale e piovoso di questo tipo, infatti, non è certo tipico di questo periodo stagionale. E, tra l’altro, con il freddo che, per ora, rimane solo nei sogni di certe fantasiose e grottesche visioni meteo che pervadono la rete e che risultano, oltre che ripetitive, irrealistiche ed inaffidabili, assai stucchevoli. In relazione alla fase atlantica suddetta e ad uno dei momenti più perturbati del periodo ho voluto fissare l’attenzione sulla situazione generale prevista nel breve termine in quanto la medesima presenta elementi dal valore didattico e di interesse. Lo spedito flusso occidentale che traina successive onde e relativi fronti incontra, proprio al livello del mediterraneo, una certa temporanea resistenza che lo frena e lo costringe ad un certo sviluppo meridiano. E questo con la conseguenza dello sviluppo di una linea frontale che, per come tipicamente accade in detti casi, tende a rallentare ed a disegnarsi con ondulazioni lungo un frontogenetico flusso meridionale. Il sistema sfonderà verso est, ma, per tale tipo di evoluzione, non in maniera così spedita, e proponendosi con il transito, nell’ambito delle prossime 24/48 ore, di onde da sud o sud-sud-ovest. Tutto questo ce lo racconta in maniera chiara il medesimo disegno della situazione a 24 ore, in cui si può apprezzare la linea frontale sud/nord ondulata che si prolunga sino all’entroterra africano e disposta proprio all’altezza della penisola e del mediterraneo centrale. Di interesse e da sottolineare anche la presenza di una figura anticiclonica presente dall’islanda all’europa orientale, che delinea un marcato flusso antizonale ben freddo, nonché una sorta di blocco rispetto al flusso meridionale che interessa le basse altitudini, tale da produrre disposizioni frontali stazionarie o semistazionarie. Con detto freddo ben lontano e, a noi, estraneo, questa sorta di autunno mediterraneo avrà ancora giorni a disposizione giacché il corso atlantico sembra voler persistere, magari e forse, per come vuole indicare la freccia grande e come linea di tendenza del medio termine, associato ad un flusso più teso e meno ostacolato verso levante…

Pierangelo Perelli

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