Slider — 03 Maggio 2018

La Nasa non si aspettava un simile tracollo delle macchie solari. Il ciclo solare 24 è in pieno “svolgimento” e il sole si mostra sempre più dormiente e pigro.

Rispetto al 2017 che ha chiuso con un totale di 110 giorni senza macchie, il 2018 ha già raggiunto quota 78 e siamo solo a maggio, figurarsi ora di settembre se dovessimo continuare così.

In questo mese di maggio per il momento non si è vista una macchia e siamo già al 5° giorno consecutivo senza macchie.

Nel 2018 il mese con il maggior numero di giorno spotless, secondo il conteggio dell’istituto belga è stato marzo con 28 giorni di sole “nudo”, a seguire gennaio con 20 e aprile con 15.

Con poche macchie aumenta il flusso di raggi cosmici diretti verso il nostro pianeta.
Tali raggi sono in grado di favorire un aumento della nuvolosità sul nostro Pianeta e dunque di concorrere alla mitigazione dei valori di temperatura.

Già alla fine del 2017 il sole aveva fatto intendere che sarebbe andato in letargo, facendo segnare due mesi particolarmente avari di macchie, novembre e dicembre, in cui si erano segnalati rispettivamente ben 19 e 18 giorni senza macchie.

Se pensiamo che nel 2016 il numero di giorni senza macchie era stato solo di 35 e nel 2015 non c’era stato un solo giorno spotless, beh, si tratta davvero di un segnale di tendenza importante.

Potremmo vivere inverni più freddi in seguito a questa situazione sul sole? E’ possibile, anche se non automatico: qualcosa di simile avvenne in occasione della minima attività solare intercorsa tra il 2008 e il 2010.

 

riportiamo da meteolive

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Daniele Baroni

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