L’impatto nell’atmosfera del cargo russo Progress potrebbe avvenire intorno a venerdì 8 maggio, con un margine di incertezza ancora molto ampio e che potrà essere rivisto nei prossimi giorni. E’ quanto emerge dai calcoli più recenti, continuamente aggiornati, ha detto Alessandro Rossi, dell’Istituto di Fisica applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifac-Cnr) di Firenze e membro del Coordinamento internazionale per il monitoraggio dei detriti spaziali (Iadc).
Il Progress continua a rotolare su se stesso, avvicinandosi alla Terra. ”L’orbita continua a decadere e rispetto a ieri si è abbassata di una decina di chilometri”, ha proseguito Rossi. Attualmente il punto più distante dell’orbita, leggermente ellittica, si trova a 212 chilometri dalla Terra e il più vicino a 170 chilometri.

Il margine di incertezza, ancora molto ampio, è destinato a restringersi progressivamente nei prossimi giorni ed è in questa direzione che sta lavorando in Italia il gruppo di Luciano Anselmo, dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del Consiglio nazionale delle Ricerche (Isti-Cnr) di Pisa.
”Nonostante il cargo continui a ruotare rapidamente su se stesso, il suo comportamento dinamico è abbastanza regolare e permette previsioni accurate, ma la finestra di incertezza è ancora molto ampia”, ha osservato Anselmo. In pratica, ha aggiunto, ”in questo momento tutto il pianeta è ancora interessato e le uniche zone che si possono escludere sono i Poli, che non sono sorvolati dal veicolo”.

Alcuni frammenti potrebbero resistere all’impatto
Alcune strutture del cargo russo Progress potrebbero resistere all’impatto con l’atmosfera. Per ora è impossibile prevedere in quale punto della Terra potrebbero cadere. E’ quanto emerge dalle stime più recenti fatte a livello internazionale, ha detto Alessandro Rossi, dell’Istituto di Fisica applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifac-Cnr) di Firenze e membro del Coordinamento internazionale per il monitoraggio dei detriti spaziali (Iadc).

Secondo le analisi condotte in questi giorni a livello internazionale, prosegue l’esperto, potrebbero sopravvivere all’impatto ed arrivare a Terra sia i serbatoi sferici del veicolo, sia l’anello che fa parte della struttura che permette al Progress di agganciarsi alla Stazione Spaziale.

Lungo oltre 7 metri e con il diametro di 2,7, il cargo Progress pesa circa 7 tonnellate ed era stato lanciato il 28 aprile dalla base russa di Baikonur, nel Kazakhstan.
Subito dopo il lancio si sono verificati problemi che hanno reso impossibile riprendere il controllo della navetta, che ha cominciato a precipitare verso la Terra girando su se stessa.

Fonte: Ansa.ite2fd455c38b1f127a5f7c39f60d5475a

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fabio porro

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