Previsioni stagionali — 04 Novembre 2014

La ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori nipponici, è stata pubblicata recentemente sulla rivista “Nature Geoscience”. Il modello ottenuto evidenzia come Asia ed Europa, nei prossimi anni, si troveranno difronte ad inverni a dir poco gelidi. La colpa, stando allo studio, starebbe nella fusione del ghiaccio artico, a sua volta provocato dal riscaldamento globale.

Il team di ricerca ha creato una simulazione computerizzata delle condizioni meteorologiche che potrebbero dominare in Asia e in Europa nei prossimi decenni. Due gli scenari principali: il primo con più ghiaccio artico, il secondo considerando un inarrestabile processo di fusione. Dopodiché sono state introdotte 200 variabili aggiuntive (diversi fattori ambientali) che hanno impatto variabile sul cambiamento climatico.

Le simulazioni risultanti mostrano come la perdita di ghiaccio nell’Artico (nei Mari di Barents e Kara) determinerà, così come lo definiscono gli esperti, il blocco della circolazione atmosferica. Se ciò dovesse accadere, l’aria fredda artica verrà spinta nella direzione dell’Eurasia, causando inverni rigidissimi e l’innalzamento dei consumi energetici.

Un altro elemento sul quale battono i ricercatori è che, nonostante il rallentamento del riscaldamento globale, i cambiamenti che si verificano nella regione artica non cesseranno e il ghiaccio potrebbe continuare a fondere con gli stessi ritmi di oggi. Entrando più nel dettaglio, la maggiore quantità di calore nell’atmosfera, combinata con meno ghiaccio, indebolirà il “Jet Stream” (i venti d’alta quota) che in tal modo subirà modifiche sostanziali ripercuotendosi sulla troposfera. Il che andrebbe, in definitiva, ad avere ripercussioni notevoli sulla temperatura dell’aria a livello del suolo durante la stagione invernale.

Gli studiosi ci rassicurano su un punto: gli inverni freddi non diventeranno la norma. Anche perché il processo di riscaldamento globale, proprio a causa del raffreddamento, subirà un netto ridimensionamento. Questo è quel che suggerisce il modello. Si è anche osservato che i risultati del modello coincidono con i dati meteo recenti: gli ultimi inverni, nella regione dell’Eurasia, sono stati tra i più freddi di sempre e più freddi di quanto suggerissero elaborazioni climatiche precedenti.
Fonte: Meteogiornale.it34837_1_1

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fabio porro

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