Disastri d'Italia — 19 Settembre 2016

TRECATE – Martedì 8 marzo nel Municipio di Trecate il sindaco Giuseppe Magnaghi ha tenuto una conferenza stampa per fare il punto della situazione attuale e dell’evolversi del fenomeno.

L’assessore alla cultura Marica Invernizzi ha letto un comunicato che riportava cronologicamente gli avvenimenti dall’esplosione del pozzo ad oggi.

Al termine la parola è stata data all’onorevole Gianni Correnti che ha esposto la posizione che il Comune di Trecate ha intrapreso e la linea che gli avvocati assumeranno nei confronti dell’Agip. “Il Municipio, il sindaco e la giunta hanno fatto tutto ciò che era nelle loro prerogative – ha dichiarato Correnti – . Lo sfruttamento delle risorse energetiche del sottosuolo è sottoposto a una disciplina autorizzativa che è sostanzialmente estranea al Comune il quale non ha potere di incidere nè per quello che riguarda la fase autorizzativa nè per quella gestionale.

Io credo che nella deliberazione proposta dal Comune di Trecate (in cui si dichiarava l’Agip come unico ente responsabile di tutti i danni), che poi credo recuperi una volontà popolare, debba essere spesa a livello governativo, di chi ha il potere e la facoltà di interrompere questa attività industriale estrattiva”.

Chiarendo quindi il concetto che non era competenza del comune dare il proprio benestare alla presenza o meno dei pozzi, Correnti ha poi proseguito la lettura e la spiegazione della interrogazione a risposta scritta da lui inviata al Presidente del Consiglio ed ai Ministri competenti dell’Ambiente e dell’Industria, chiedendo loro di “Soppesare il beneficio che deriva da questre estrazioni rispetto alla oggettiva compromissione ambientale”; e sottolineando la necessità di prendere le dovute cautele per la sicurezza dei pozzi e della popolazione.

Ha parlato di tutela del cittadino, di ripristino dell’ambiente, di ricarcimento danni e di assistenza per ciò che concerne l’agricoltura. “Per quest’estate non avremo sicuramente, ma bisognerà vedere cosa accadrà nei prossimi anni”.

Si è infine espresso favorevolmente sulla posizione del Comune di Trecate circa la sua costituzione a “parte offesa”, “affinchè sia presente con difensori, tecnici e consulenti che sicuramente influenzeranno uno sviluppo processuale”.

Circa la situazione ambientale e le condizioni di purezza dell’aria e dell’acqua, proveniente dalle falde acquifere, si è pronunciato il dottor Grazioli, responsabile del servizio di igiene pubblica, dell’Ussl 52, il quale ha assicurato che la situazione è sotto controllo, e che comunque, “per sicurezza – ha dichiarato Grazioli – abbiamo effettuato dei controlli sia per la parte batteriologica che chimica, aggiungendo al ricerca degli idrocarburi.

I controlli di ieri effettuati presso le due fontanelle poste in piazzale Marconi e in piazza Dolce hanno rivelato valori ampiamente nella norma.

Il livello riscontrato era dello 0,010, tenendo conto che la normativa Cee prevede una soglia che arriva fino a 10.

per quello che riguarda l’inquinamento aereo – ha proseguito Grazioli – a Trecate ci sono 7 centraline che inviano i loro dati al laboratorio di sanità pubblica, il quale ha confermato che i livelli sono tranquillizzanti.

Dal 3 marzo i controlli sono continui.

Circa il problema sorto invece per la scuola elementare “Don Milani”, è stata chiusa a causa del riscaldamento ad aria che, riutilizzando l’aria esterna, portava all’interno dell’edificio anche l’odore del petrolio.

Ho effettuato alcuni sopralluoghi, l’ultimo domenica, non c’era più alcun odore di petrolio, sono stati cambiati i filtri, inoltre il comune ha provveduto a scorticare il prato della scuola che è stata quindi riaperta nella giornata di lunedì.

Per ciò che concerne la salute del cittadino i medici generici dell’Ussl 52, convocati ieri in riunione, in prefettira, presente il professor Reggiani, dell’istituto Superiore della Sanità, hanno dichiarato di non aver riscontrato nulla di particolare, tranne due casi di leggera forma allergica, che bisogna ancora stabilire se sono collegabili al fenomeno.

E’ stato comunque detto loro di tenere sotto controllo le patologie bronchiali, che potrebbero verificarsi e a cui sarebbero più esposti i bambini e gli anziani”.

“Attualmente – ha ripreso il sindaco – aspettiamo una piantina della zona inquinata effettuata ai raggi infrarossi non solo dall’Agip ma anche dall’elicottero della Regione per definire le zone inquinate.

L’istituto “Battelle” di Ginevra e il Ministro dell’Ambiente stanno studiando un piano specifico di disinquinamento.

Inoltre –ha proseguito Magnaghi – faremo altre analisi oltre a quelle ad infrarossi per ovviare alle imprecisioni.

Come Comune ci siamo preoccupati soprattutto di intervenire sull’area ambientale, scorticheremo tutti i giardini e gli orti al fine di evitare, adesso che la temperatura sarà più elevata, che i valori degli idrocarburi entrino nelle case.

Basta togliere 10 centimetri, riportare terra nuova e riseminare”.

E’ stato quindi chiesto al sindaco dove andrà a finire tutto il terreno inquinato. “Verrà raccolto – ha risposto Magnaghi – in un’area di stoccaggio dell’Agip, nei pressi del pozzo Tr7, dove le operazioni di perforazione sono terminate e dove grazie all’impermeabilità del terreno e alla recinzione non potrà creare alcun danno”.

Alla domanda da dove arriverà il terreno “nuovo” non è stata data una risposta precisa. “Sicuramente – ha riferito il sindaco – non sarà inquinato, comunque è un problema a cui penserà l’agip”. “A partire da venerdì – ha comunicato Magnaghi – l’Agip ha detto che inizierà a pagae i risarcimenti dei danni immediati: passerà un perito che valuterà i danni; se la perizia soddisferà il sinistrato verrà compilato un assegno immediato di risoluzione, tenendo tuttavia conto che ci sarà la riserva per altri tipi danni.

Se il cittadino non si riterrà soddisfatto della perizia e non si troverà un accordo, il perito emetterà un assegno in base alla sua valutazione con la possibilità di discuterla in base a una controperizia proposta dal cittadino”.

Tutto questo verrà stabilito in base alla compilazione dei moduli di risarcimento che finora sono stati distribuiti in Comune, ma che da ieri sono in distribuzione a Villa Cicogna nel luogo in cui ha sede la Croce Rossa.

E’ stata inoltre ribadita l’utilità delle pezze giustificative, ovvero di tutte quelle prove, quali perizie e preventivi, che il cittadino potrà allegare alla domanda di risarcimento danni.

Un consiglio utile è stato dato da correnti il quale, rendendosi conto delle spese che una perizia potrebbe comportare, ha suggerito l’idea di proporre come documentazione personale alcune foto dei luoghi rovinati, giardini, orti, con data e firma di due o tre testimoni, specie per quei casi in cui il perito arriverà a verificare il danno dopo che si è ormai provveduto ad una rimozione del terreno inquinato.

Il sindaco ha concluso porgendo le proprie scuse per le mancanze che, dato il grandissimo disagio creato dall’Agip, si sono verificate specie nei primi giorni, affermando che ciò non era sicuramente dovuto a cattiva volontà, e rendendosi conto, avendo vissuto la vicenda come ogni trecatese, dei disagi e dei problemi che la cittadinanza ha dovuto sopportare.

MARIA GABRIELLA DI GIOVANNI

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Daniele Baroni

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