Una carta meteo come quella che indica la situazione isoipsica dei 500 hPa e la configurazione corrispondente dell’anomalia termica rende bene l’idea di quella che è la dominante meteo euro-atlantica in atto. Il relativo disegno si riferisce ai giorni 4/5 agosto, e rappresenta la classica configurazione pattern WR3 che identifica le situazioni dominate dal ramo afro-mediterraneo del sub-tropicale. Sommermarsi sul fatto che detta anomalia, con situazione ribaltata rispetto alla classica dominante azzorriana in pattern WR2, è da anni la prevalente del periodo estivo serve a poco e risulta stucchevolmente ripetitivo. Peraltro prendere una fase meteo o un qualunque evento estremo a titolo di rappresentazione del riscaldamento climatico è quanto di più demenziale. I luoghi comuni dell’italia divisa in due, dell’anticiclone africano, della temperatura torrida, dell’aria sahriana, delle bombe d’acqua e di tanti altri modi di semplificare, approssimare, mistificare le faccende fanno parte di un gergo giornalistico e popolare che poco ha a che vedere con inquadramenti tecnici e verità scientifica. E, peggio ancora, fa parte di un orribile malcostume dell’informazione andare a trovare, ogni volta, la causa di un evento estremo e di ondate di calore, come quella in atto, nei cambiamenti climatici. Non parlo naturalmente, perché non lo merita, di tutti coloro che negano a suon di teorie prive di senso e che stanno alla scienza come uno scarabocchio alla Gioconda. Il cambiamento climatico lo si valuta nell’arco di decenni e decenni e, ancora meglio, di secoli e millenni. E nelle dimostrazioni che hanno attestato ed attestano continuamente detto riscaldamento a suon di prove scientifiche indiscutibili risiede, a pennello, il fatto che negli ultimi decenni gli inverni sono diventati sempre più scialbi e patetici e che le estati sono diventate sempre meno azzorriane ad alto indice zonale e sempre di più con falle atlantiche e rimonte afro-mediterranee. Purtroppo questo è; e, come detto, non tanto sulla base di quanto sta avvenendo in questa estate o in questi giorni, ma sulla base di quanto sta avvenendo nelle estati degli ultimi decenni, sempre più, appunto, rappresentate dalla configurazione anomala del disegno. In cosa sperare? Beh, per il medio-lungo termine solamente nella possibilità che la configurazione suddetta perda un pò della connotazione WR3 ed assuma un pò di più quella WR2, consentendo magari anche qualche transito o infiltrazione. E le carte di previsione la caldeggiano questa speranza? Mah, un pò si ed un pò no…
Pierangelo Perelli






























