Editoriali Slider — 07 Marzo 2026

La strada che porta in direzione di un cambio meteo vero e proprio intravede la possibilità di detto cambio in direzione di metà mese. Il preambolo può essere un cedimento dell’alta pressione molto graduale, associato a modeste infiltrazioni in veste di gocce fredde, sempre piuttosto ostacolate e costrette, almeno in parte, a scivolare lungo direttrici meridiane e ad ovest della penisola. L’atlantico o il nord atlantico della corrente groenlandese può farsi più incisivo dopo la prima decade ed intorno al 12/13, quando una più consistente saccatura, sospinta da un certo rialzo barico sul medio oceano, può produrre una più apprezzabile caduta barica in mediterraneo occidentale. Anche in questo caso, tuttavia, non è escluso che detta caduta barica, possa non risultare subito così consistente, in virtù della possibilità che, almeno in una prima fase, relativi medio-alti valori barici in centro mediterraneo frenino parzialmente l’affondo, costringendolo a scivolare lungo l’iberia e sino a farlo evolvere in cut-off. L’insistenza dell’atlantico, con una configurazione di maggiore forcing nord-ovest/sud-est, sembra, comunque ed alla fine, poter prevalere, e poter prevalere per instaurare una fase più instabile, più depressionaria e con, addirittura, circolazioni cicloniche mediterranee. Quanto avremo, effettivamente intorno alla metà del mese e, soprattutto, successivamente, pur al netto di un quasi sicuro cambio di circolazione, rimane, tuttavia, ancorato ad un quadro di incertezza, così come rimangono assai ancorati ad un quadro di incertezza i modi con cui detto eventuale contesto mediterraneo più depressionario potrà presentarsi con un clima relativamente mite o sciroccale o, sulla base della presenza di una figura anticiclonica sull’europa nord-orientale, con un clima un pò più freddo perché associato, quanto meno oltre una certa latitudine, a moderati richiami di aria da levante o nord-est. Il mio disegno, che si riferisce alla situazione prevista da ECMWF intorno ai giorni 12/13, identifica la saccatura atlantica sopra indicata, mentre la simbologia vuole rappresentare l’evoluzione successiva, di un primo affondo lungo l’iberia a costituire una circolazione ciclonica tra iberia ed africa, e di successive spinte volte ad agganciare detta circolazione, a spostarla verso est e a causare una più generale diminuzione della pressione in mediterraneo…

Pierangelo

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Pierangelo Perelli

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