Editoriali Slider — 16 Febbraio 2026

La dimostrazione che, dare credito a carte meteo generali riferite al lungo termine, guardare a certi relativi interessanti movimenti della stratosfera, e scrivere trattati di meteo con misura di dettagli tecnici su dettagli tecnici per ipotizzare che tempo farà o potrebbe fare tra 8-10-15 giorni, è cosa inutile, ce l’ha fornita e ce la fornisce la situazione che, in questo mese, si è determinata, e che si prospetta anche per i prossimi giorni. Analisi incessanti con tanto di tendenza degli indici teleconnettivi, ipotesi di rivoluzioni soprattutto incentrate al freddo, relativi titoloni su titoloni, relativi articoli su articoli, megafoni al massimo volume che trattano di split stratosferici destinati a sconvolgere il vortice polare, sino a mistificazioni della realtà. Tutta aria fritta. Il tempo va osservato nelle carte di analisi giorno per giorno, con realismo ed oggettività, certamente analizzando, se si vuole, anche il lungo termine, ma sempre considerandone la bassa probabilità e lo scarso valore previsionale. Occorre, poi, anche capire, e basta o dovrebbe bastare seguire il tempo per capirlo, che fare dissertazioni supertecniche di tipo climatico ed inerenti parametri di fisica dell’atmosfera può avere valore didattico ammesso un certo tipo di esposizione, ma di valore non ne ha o ne ha poco sul piano previsionale e sul piano di previsioni di lungo termine. Tant’è che rimane valida la regola secondo la quale la previsione generale, e mi riferisco naturalmente a quella dei grandi istituti, risulta credibile entro i 3-4 giorni, risulta accettabile ma con molta riserva fino ai 5-7 giorni, e poi cade progressivamente di valore per i giorni successivi fino a diventare inutile. Sulla base di questo aspetto, pur ammettendo, come sempre dico, il valore della ricerca climatologica e di certa relativa modellistica che studia il modo di allungare detti tempi, si può ben capire che valore previsionale possono avere le previsioni del prossimo mese o, peggio, della prossima stagione. Dicevo di come quanto è accaduto, sta accadendo e, molto probabilmente accadrà, ha inesorabilmente, e non è certo la prima volta, sconfessato megafoni su megafoni, tromboni su tromboni, e via dicendo. Lo ha fatto e, ahimé, lo farà, proponendoci, anche quest’anno e per i freddisti, una stagione relativamente deludente, migliore di quella del recente passato, ma, di sicuro, ben lontana dallo schema degli inverni di una volta. E per chi, come me, segue il tempo da decenni su decenni e sin da bambino, vi assicuro che gli inverni degli anni ’60, ’70 ed in parte anche ’80, nulla hanno a che vedere con gli inverni degli ultimi anni. Trattando del tempo senza freddo che sta facendo e che farà ho voluto disegnare la situazione approssimativa a 500 hPa, estendendo la visuale a livello emisferico, riferita ai giorni 20/21, non dissimile, sul piano dello schema dei pattern atmosferici, da quella dei giorni scorsi, e che rischia di mantenere detto schema anche nei giorni successivi. Vi si può notare l’evidente schema zonale, senza particolari eventi rossby meridiani. E va detto, anzi, che, nel caso di qualcosa di successivamente più meridiano che possa interessarci, c’è da considerare la possibilità di un moderato respiro promontorio mediterraneo, riferibile, sul disegno, all’onda positiva ancora tra vicino oceano ed iberia. Altro che freddo!!…

Pierangelo Perelli

 

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