Poiché la statistica non mente mai coloro che si dichiarano sensitivi o maghi, rispetto ad un evento che ha la probabilità di avvenire in un modo o in quello contrario, finiscono per essere indovini, si fa per dire, quanto meno nel 50% dei casi. In questo modo il 50% almeno di coloro che a loro si rivolgono risulteranno soddisfatti e continueranno molto probabilmente a credere a quella fuffa. In verità, però ed ahimé, accade che, per varie ragioni e, soprattutto, di tipo psicologico, continuano a credere a loro anche una parte di coloro che non risultano soddisfatti, i quali, peraltro, prima o poi, potrebbero finire per chiedere qualcosa di cui, per effetto casuale, risulteranno soddisfatti. Nella meteo ed in quello che si legge sulla rete accade anche di peggio. Esistono personaggi che fanno previsioni; che identificano in un evento una certa evoluzione che non sta né in cielo e né in terra per come è scritto nelle carte degli istituti; che, evidentemente, sperano che la casualità dia loro ragione; e che, poi, vengono naturalmente sconfessati. Ma che, pur venendo naturalmente sconfessati, talora a più riprese e spesso e volentieri, continuano a ricevere, da parte di alcuni, credito. Dove risieda la voglia di continuare a dare credito a questi personaggi mi risulta un mistero. C’è chi da anni ed anni continua a sostenere che non esiste il riscaldamento antropico e che sta arrivando l’era glaciale, ritenendosi la vera scienza contro la fuffa della comunità scientifica e di premi nobel per la fisica, che sostengono, con dati alla mano seri, il contrario. Poi, magari ed ogni volta che arrivano 2-3 giorni di un freddo normale per il periodo, sostiene anche che arriva un evento di freddo storico duraturo quale segno di un raffreddamento nei prossimi decenni, naturalmente toppando e lavorando molto di fantasia, ma, alla fine, ricevendo comunque, da alcuni, i complimenti per le belle argomentazioni e le belle previsioni. E nel mondo si va avanti così, cioè male. Uno dei freddi glaciali, persistenti e corrispondente ad un evento storico è quello, ad es., degli ultimi giorni. Un freddo normalissimo per il periodo e che le carte avevano ampiamente identificato anche come assai di breve durata. Tant’è che, per come anch’io, quale semplice appassionato che non fa previsioni, avevo scritto in precedenza, già a metà settimana ci avrebbe salutato. E ci avrebbe salutato per come la breve fase artico-marittima sarebbe stata sostituita da una fase maggiormente di matrice polare, dell’atlantico o del nord-atlantico, di segno ancora invernale, variabile, con momenti fatti di aumenti e diminuzioni delle temperature, ma, generalmente, con temperature quanto meno nella norma. Nulla di più semplice o banale da capire, e ben simboleggiato dal disegno della situazione dei giorni 11/12 che indica la fase atlantica, variabile ed associata al transito di onde mobili. Ma vaglielo a dire a qualcuno. Ti dirà sempre ed anche contro l’evidenza, quanto meno che sei scettico…
Pierangelo Perelli






























