Editoriali — 24 Aprile 2016

24-04-2016 – Salve a tutti, evoluzione davvero spettacolare sui cieli italiani, l’irruzione artica è nella fase più intensa e lungo penisola continuano a fiorire imponenti cumulonembi seguiti da rovesci, temporali, grandinate e, con il trascorrere delle ore, nevicate. Non sta piovendo ovunque, è stato già ribadito nell’editoriale del mattino, vediamo ora di analizzare nel dettaglio la localizzazione attuale dei fenomeni e la loro evoluzione (fig.1).

 

fig.1

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La fig.1 è estremamente didattica per comprendere la peculiare collocazione delle principali fenomenologie nel territorio italiano. Al centro della figura è stato tracciato l’asse della saccature nella medio-alta troposfera (dai 5000 m in su). Come si vede, praticamente la totalità dei cluster temporaleschi è collocata alla destra (est) dell’asse menzionato, dove inizia il ramo discendente della saccatura, dove è presente quindi una maggiore vorticità (quindi instabilità) e, in sostanza, dove l’afflusso freddo alle diverse quote trova anche un contributo maggiormente umido nei bassi strati, ovvero il carburante per l’innesco della cumulogenesi, la formazione delle nubi. Il secondo aspetto che appare subito evidente è la collocazione della nuvolosità sulla terraferma, elemento tipico della stagione primaverile, con i mari molto freddi e il suolo riscaldato in pieno giorno dalla notevole incidenza dei raggi solari.

 

Ecco perchè, dalla immagine di dettaglio del satellite, è possibile tracciare un rotta lungo la quale è più probabile che si formino altre nubi nelle prossime ore (fig.2).

fig.2

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In tale contesto, la città di Roma ad esempio, è stata per tutto i giorno collocata ai margini dell’area con le maggiori precipitazioni, con un cielo sempre minaccioso, sintomo di notevole turbolenza, ma senza fenomeni significativi, concentrati poche decine di km all’interno. Ecco la situazione alle 17:00 circa (fig.3).

fig.3

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In tal senso, l’afflusso freddo non è affatto terminato e, anzi raggiungerà il massimo nelle prossime ore. Dalla immagine satellitare dinamica si evince bene la traiettoria della colata artica, con il tappeto di cluster nuvolosi (pallini bianchi) che affluisce dal centro Europa verso il Mediterraneo (fig.3).

fig.4

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L’asse della saccatura artica si manterrà quindi ancora per molte ore centrato nel nordovest italiano, con i fenomeno concentrati quindi a destra (est) dell’asse stesso, come si evince dalla carta delle correnti a getto prevista per questa notte (topografia di geopotenziale a 300 hPa, 9000 m, fig.5).

fig.5

 

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L’acme della penetrazione della colata avverrà quindi nelle prime ore della giornata di lunedì, quando nella media troposfera (5500 m) l’isoterma di -30° C si collocherà su buona parte del nord Italia, in  concomitanza con un afflusso freddo d nordest al suolo (fig.6).

fig.6

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Ecco perchè non è esagerato pensare di veder nevicare stanotte intorno 600 m lungo la dorsale emiliano romagnola, compatibilmente con la distribuzione delle precipitazioni, con quota neve che risale proseguendo verso sud intorno 800-1000 m. Sarà una notte molto vivace quindi su buona parte del versante Adriatico, nelle regioni centrali interne e lungo la dorsale emiliano romagnola, verificheremo nei prossimi aggiornamenti.

Ciao ciao

Ilario Larosa (meteogeo)

 

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