Editoriali Slider — 30 Settembre 2021

Degli eventuali cambiamenti di prospettiva dei modelli di previsione, anche drastici e da un giorno all’altro, non ci si deve meravigliare. Chi segue il tempo con il criterio, con l’interpretazione e con il senso analitico corretti sa perfettamente che tale aspetto rientra nella fisiologica e probabilistica essenza delle previsioni e dei calcoli fisico-matematici. E, d’altra parte, lo si sa, le carte vanno guardate in continuo e, certamente, non ogni 3-5 giorni. Nel caso specifico, ad es., l’affondo che i modelli hanno intravisto giorni fa per l’inizio di ottobre continua ad essere considerato ma nelle ultime emissioni è stato anche ridimensionato fino a fargli perdere la connotazione di possibile affondo destinato a vortice mediterraneo. Una revisione del genere non è di poco conto perché attenua, e non poco, la prospettiva di una fase ben autunnale e da autunno inoltrato. Non la esclude ancora totalmente, ma, in linea generale, la trasforma in un semplice transito, più o meno incisivo. Tra il semplice transito di una perturbazione e una perturbazione che coinvolge il bacino centrale del mediterraneo invorticandosi fino a ristagnare come area depressionaria che richiama correnti nord-orientali ce ne corre. E ci corre la differenza che separa una forte ondulazione del getto lungo i meridiani da un corso moderatamente ondulato e, certamente, ad indice ben più zonale. Il che non significa affatto, però e nello stesso tempo, che la stagione non stia progredendo e che si vada verso significativi ritorni estivi. Interpretando tecnicamente tutta la faccenda si può dire semplicemente che l’ansa negativa che l’atlantico va pianificando andrà maturando nel contesto di un forcing ovest-est più intenso di come previsto giorni fa e che sarà maggiormente tenuta sotto controllo da un sub-tropicale di stampo oceanico non così mal strutturato lungo i paralleli. Il che, sia chiaro, per nulla significa che avremo chissà quali stabilizzazioni tant’è che il medio termine promette ancora dinamiche assimilabili a transiti di instabilità e variabilità, ma non promette particolari estremi di maltempo. Tutto così semplice? Per niente. L’evoluzione mostra, infatti, per come incerta, di dover essere osservata e verificata giorno per giorno se non ora per ora e nulla esclude che fine settimana ed inizio della successiva debbano fare i conti con il passaggio di una discreta perturbazione atlantica. Ma va anche detto che, al momento attuale, i modelli vedono si questo passaggio ma poi vedono anche, al netto di un suo più o meno incisivo coinvolgimento dei nostri mari, un contesto mediamente mobile associato anche ad un certo protagonismo della fascia anticiclonica e a suoi successivi non impossibili ritorni. Il disegno mostra la situazione prevista in quota intorno ai giorni 5/6 mentre la simbologia vuole rappresentare i due diversi contesti di previsione corrispondenti a quei giorni sopra descritti, tra quello di una forte flessione del getto in pieno mediterraneo (freccia tratteggiata) e quello di un profilo più morbido e meno perturbato…

Pierangelo Perelli

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