Editoriali Slider — 26 Gennaio 2026

Il riscaldamento di natura antropica è nelle dimostrazioni scientifiche della scienza dei grandi istituti di livello mondiale. Pertanto la discussione con tutti coloro che sostengono il contrario non si pone. Una volta, sul treno che mi portava all’università, mentre stavo leggendo un importante libro di genetica ci fu un ragazzo che mi indicò quella roba lì come fuffa e roba inutile. Non lo considerai. Pensate che ogni dialogo o discussione con questa persona avrebbe sortito effetti di qualche tipo o che, in detta persona, avrei instillato almeno qualche minimo dubbio? Non credo che chi scrive o sostiene cose che non hanno basi scientifiche, in qualunque campo, e che si oppone alla scienza dimostrata, meriti considerazione o dialogo. D’altra parte, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, il più delle volte si tratta di soggetti che, non solo dimostrano un atteggiamento marcatamente pregiudiziale, ma tendono ad avere un atteggiamento irrispettoso, deridente, non curandosi in alcun modo della realtà che li sconfessa, che essa sia fatta di semplici esperti o sia fatta di premi Nobel. Oltretutto, poi, nel merito del clima e del GW, non credo proprio che i ricercatori, i grandi scienziati del clima, i relativi premi Nobel, enti o istituti come IPCC, NOAA, AEA, CNR-ISAC, WMO, ecc. ecc. vivano di incubi notturni perché esistono alcuni movimenti o alcune persone che professano teorie contro. C’è, poi, anche da dire che, internet e social, dove si può scrivere qualunque cosa, o quasi, in libertà, un certo desiderio di protagonismo, associato al mostrarsi alternativi, lo assecondino ben bene, anche o soprattutto per il fatto che di gente che interagisce su argomenti di cui non sa nulla, o che crede a cose campate in aria, ovvero senza un minimo di base scientifica, ce n’è a volontà. Ovvio che chi sostiene che non esiste il GW antropico, chi prevede grandi freddi che poi, puntualmente, non arrivano, o chi sostiene teorie alternative a quello che sostengono i premi Nobel, continuerà a farlo. E che lo faccia. Ma, riguardo all’influenza che può avere sugli scienziati e a livello degli istituti di cui sopra, può tranquillamente mettersi l’anima in pace, credo. Ed il tempo in corso di questo fine gennaio? Beh, lo abbiamo già detto in precedenza. E’ un tempo più da autunno che da inverno, e lo sarà ancora per giorni, con il freddo che non ci cura neanche di striscio; e questo dopo che benpensanti, esperti e studiosi avevano, a più riprese, indicato che l’ultima decade del mese sarebbe stata da freddo artico. Ma pensate che gli stessi benpensanti, appena vedranno forecast a 12 giorni con la possibilità di afflussi freddi, non tornino alla carica con titoloni da urlo? Lo faranno, lo faranno. Intanto ecco il mio disegno, che illustra, a grandi linee, la situazione generale prevista a fine mese, dove si può apprezzare la fisionomia di una tipica situazione variabile/perturbata di netta e solida matrice oceanica. Ne usciremo da questa fisionomia, e quando? Beh, difficile dirlo. Le proiezioni di lungo termine lasciano il tempo che trovano, ma se diamo loro un minimo di credito, sulla base di quello che dicono certi importanti istituti al momento, dobbiamo considerare la possibilità di un ulteriore allontanamento del freddo ed un subentrare di flussi di natura, magari meno instabile, ma ancora più meridionale…

Pierangelo Perelli

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