Editoriali — 22 Gennaio 2026

Sulla legittimità di pagine che, pubblicamente e con modi ironici, mettono in luce e criticano quanto, in termini di materiale meteo, è pubblicato sulla rete e considerato non appropriato per qualche motivo, non mi pronuncio perché non sono un esperto di leggi. So, però, una cosa. E so che se, dopo aver fatto uno dei miei semplici e, da semplice appassionato, editoriali meteo, mi vedessi su una di quel tipo di pagine prima di arrabbiarmi analizzerei bene quanto ho scritto onde verificare eventuali inesattezze, errori, strafalcioni, stravaganze. In ogni caso penso che, data la totale assenza di controlli o censure di tipo istituzionale, per quanto si vede e si legge in rete, ben venga, al netto della opportunità di criticare con modi consoni e legittimi, ogni tipo di critica, anche ironica. Ognuno, naturalmente, è libero di giudicare le cose a suo modo; e c’è anche, ad es., chi continua a fare complimenti a previsori che insistono da anni nel vedere e prevedere storiche ondate di freddo che rimangono, ogni volta, nei sogni. Ma se per un mese in parecchi hanno urlato al gelo e a un gennaio di altri tempi, sulla base di carte di lungo termine che, come si sa, hanno il valore che hanno, ed hanno, in alcuni casi, insistito anche quando le medesime carte hanno cominciato a mostrare tendenze meno freddisticamente entusiasmanti, la vogliamo o no, certa meteo, definire, come urlata, sensazionalista, poco realistica ? Esprimo, sempre e naturalmente, il mio personale parere. E dico che, si, lo possiamo e dobbiamo dire, senza mancare di rispetto a nessuno, nei limiti della critica legittima e, evidentemente, facendo, in questo modo, credo, anche il bene dell’informazione. Ed ecco perché il mio livello di attenzione, e non da oggi, verso ciò che, in generale, compare sulla rete, è inversamente proporzionale al grado di urlo o di clamore nonché al grado futuristico se si tratta di previsioni. A tutto questo discorso si conforma, perfettamente, l’evoluzione che si prospetta da qui a fine mese, evoluzione che sconfessa anche le ultime, residue, illusioni fredde, negando, per l’ennesima volta, a molti, la possibilità di vedere realizzate certe loro previsioni o indicazioni precedenti tinte di bianco, di ghiaccio, di siberia e di similari. Perché se in meteorologia il realismo e la prudenza sono elementi obbligati va da sé che siano molto da considerare il basso valore di mappe oltre i 7 giorni ed il valore della statistica che, come si sa, tra le varie ipotesi sul tempo mediterraneo ed italico, non privilegia di sicuro le ondate di freddo storico. Ma tutto può ancora succedere? Beh, non metto mai limiti alla provvidenza. Ma da freddista il vedere che il flusso freddo si allontana sempre di più, si spinge a latitudini sempre più elevate, e che prevale, con le sue depressioni e le sue componenti di ovest, sud-ovest, o anche sud, il grande atlantico, non mi viene di pensare a chissà che cosa e di farmi illusioni, quanto meno. Il disegno mostra la situazione generale prevista intorno ai giorni 24/25 ed è eloquente nel descrivere e rappresentare la tendenza di fine mese descritta…

Pierangelo Perelli

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