Il disegno, riferito alla situazione generale prevista intorno ai giorni 5/6 e che indica il profilo della isoipsa 576 dei 500 hPa (freccia blu), segna anche il profilo della medesima isoipsa riferito ad oggi 2 ottobre (freccia rossa). I due profili forniscono bene l’idea di quella che può essere l’evoluzione dei prossimi giorni, ancorata ad una azione di segno zonale con forcing alle medio-alte latitudini e che tende a indebolire la spinta meridiana anticiclonica che raggiunge la scandinavia. Detta spinta, che rappresenta l’elemento dominante di questa fase stabile, tende a non marcare ulteriormente, per come poteva sembrare in base ad alcune ipotesi previsionali, l’evoluzione verso un disegno di tipo retrogrado e scand+, proprio per l’effetto dell’azione zonale sopra indicata. Azione meridiana ed azione zonale costituiscono due elementi dinamici in antitesi, e bene l’evoluzione dei prossimi giorni ci racconta di tale regola di dinamica atmosferica. La medesima azione atlantica o zonale va comunque inquadrata in un contesto non di semplice interpretazione perché certamente associato ad un maggiore protagonismo dell’anticiclone oceanico con sue iniziali estensione in senso longitudinale e tendenza ad affermazione sull’europa occidentale, ma nell’ambito, per come si può osservare nel disegno, di una successiva riduzione barica ad ovest dell’iberia che ridà peso ad una configurazione che vede un certo disegno mediterraneo da modesto promontorio africano. Ci raccontano bene tutto questo le varie componenti che caratterizzano la situazione del disegno, ivi compresa quella del jet stream con le sue accelerazioni (aree verdi in sovrampressione) e che mostra, appunto, una certa divisione tra il ramo che forza da ovest ad est e quello a monte che forza verso sud-est. Una disposizione, questa, che può, addirittura, rendere retrograda la curvatura ciclonica disposta sull’europa orientale a nord della penisola balcanica. Nel complesso, tuttavia, e guardando al medio-lungo termine, il tutto sembra poi procedere nella direzione di un certo abbassamento del fronte polare con la possibilità che finisca per prevalere una configurazione costituita da un azzorriano ben presente sino sull’iberia e da infiltrazioni da ovest o nord-ovest sulla nostra penisola…
Pierangelo Perelli






























