Verbano e Ossola riprende a nevicare

Verbano e Ossola riprende a nevicare E’ ritornato il maltempo nel Novarese Verbano e Ossola riprende a nevicare Domodossola, 24 febbraio. Ennesima ondata di maltempo sull’Ossola. A Domodossola nevicate anche intense si sono -alternate a pioggia: sulle strade si è formato uno strato di neve bagnata che rende disagevole 11 traffico anche ai pedoni. Nelle valli sono già caduti altri venti centimetri di neve fresca. Per ora non si registrano interruzioni ma il traffico procede con difficoltà e sono indispensabili -le catene^ su tutte le strade di montagna. Ancora maltempo sulla zona del Verbano con neve oltre i mille metri, nevischio attorono ai 700 (Premeno e Valle Cannobina), pioggia e banchi di nebbia a quote inferiori c sul lago. Secondo il centro meteorologico di Locamo Monti, il maltempo, che da due mesi a questa parte è ormai puntuale in ogni fine settimana, dovrebbe protrarsi ancora per un palo di giorni con pioggia battente in pianura e ancora neve oltre i 700 metri. Temperatura, relativamente mite, in montagna c’è pericolo di cadute di valanghe e slavine.

LaStampa 25/02/1978 – numero 47 pagina 2

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Valdossola: ritorna il pericolo di slavine

Valdossola: ritorna il pericolo di slavine Valdossola: ritorna il pericolo di slavine Le acque del Lago Maggiore alzate di oltre un metro sul livello di guardia – Maltempo in Valsesia (Dal nostro corrispondente) Domodossola, 25 febbraio. (a. v.) Un altro fine settimana con il maltempo nell’Ossola. Da ieri pioggia e neve si alternano senza soste. Nelle valli sono caduti altri trenta centimetri di neve mista ad acqua che ha fatto aumentare notevolmente il pericolo di valanghe. Il servizio valanghe per le province di Novara e Vercelli, che ha sede a Domodossola, ha emesso infatti alle 10 di stamane un bollettino straordinario (il venticinquesimo di questo interminabile inverno) proprio per segnalare «forti cadute di neve umida che ha raggiunto anche lo spessore di 40-50 centimetri. Il pericolo di caduta di valanghe è sensibilmente aumentato: se ne possono Staccare di notevoli fino alla quota di duemila metri. Sono possibili distacchi di lastroni di neve di estese proporzioni, dati i notevoli accumuli presenti su tutti i versanti ». A Maougnaga oggi sono rimasti fermi tutti gli impianti di risalita: riprenderanno a funzionare domani se le condizioni miglioreranno. Non si segnalano interruzioni stradali: solo per viaggiare sul passo del Sempione e per andare a Macugnaga ci vogliono le catene, tutte le altre arterie sono percorribili normalmente. Nel fondovalle le condizioni della statale del Sempione, disseminata da buche profonde che si alternano a strati di ghiaccio, si fanno però sempre più disastrose. Stresa, 25 febbraio. (s. p.) Le continue piogge di questi giorni hanno fatto alzare le acque del Lago Maggiore dì oltre un metro sopra il livello di guardia. Sono coJi rinate preoccupazioni e polemiche. « Siamo alle solite — dice il presidente dei commercianti, Pier Luigi Adami —: fra poco saremo di nuovo allagati, subiremo altri danni ed i responsabili ci diranno di aver rispettato la convenzione ». Sono anni che si discute sul livello delle acque del Lago Maggiore senza trovare una soluzione. Al centro delle discussioni sono le dighe di Sesto Calende che, a giudizio degli abitanti della zona, restano sempre chiuse. « Le dighe devono essere aperte per tempo — prosegue Adami — quando il Ticino può ricevere le acque. Gli altri anni, di questi tempi, le acque del lago erano sempre sotto il livello zero. Se quest’anno sono così alte è perché le dighe non sono aperte ». ‘ La polemica è dunque ancora viva. Per risolvere il problema i comuni rivieraschi italiani si uniranno forse con quelli svizzeri per chiedere il riesame della « convenzione ». Borgosesìa, 25 febbraio. (r. e.) Una nuova ondata di maltempo si è abbattuta sulla Valsesia. Da stamani, infatti, nevica oltre i 600 metri e piove sulla bassa valle. Tutti i centri sciistici sono comunque raggiungibili grazie alla pronta entrata in opera dei mezzi spartineve che mantengono pulita la rete viaria valsesiana; al di sopra degli 800 metri è però consigliabile l’uso delle gomme antineve. Purtroppo il rialzo della temperatura fa temere cadute di nuove slavine, specie sulle strade che conducono alle vallate laterali. In serata la neve fresca ha raggiunto i 30 centimetri ad Alagna e i 40 a Fobello.

LaStampa 26/02/1978 – numero 48 pagina 1

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Pioggia, slavine: gravi danni un morto e ponti pericolanti

Pioggia, slavine: gravi danni un morto e ponti pericolanti L’offensiva del maltempo nel Centro e al Nord Pioggia, slavine: gravi danni un morto e ponti pericolanti A Firenze, un giovane travolto da una piena mentre passava in auto su un ponte Quaranta famiglie nel Bellunese fatte sgomberare per la minaccia di una valanga Firenze, 26 febbraio. Un impiegato di banca, francesco Orlandi, di 25 an|nl, di Firenze, è morto travolto dalla piena mentre su un’utilitaria stava cercando di attraversare un ponte sul torrente Mugnone, un affluente dell’Arno, già sommerso dall’acqua. Il fatto è accaduto nella frazione di Caldine del comune di Fiesole. Francesco Orlandi era diretto sulla via Faentina quando ha tentato di superare un ponticello, ma l’auto è stata travolta dall’ acqua. Il giovane è riuscito a uscire dalla vettura, poi, però, è scomparso nel torrente. Alcuni testimoni lo hanno visto ancora dibattersi e poi finire definitivamente sott’acqua. Il suo corpo è stato recuperato più tardi dai vigili Belluno, 26 febbraio. Quaranta famiglie (132 persone), le cui abitazioni, alle pendici del monte Agner, sono minacciate da una grossa valanga, sono state fatte sgomberare, su decisione della giunta comunale di Voltago Agordino. Il pericolo, segnalato nei giorni della grande nevicata dell’ll e 12 febbraio, è andato aggravandosi per le abbondanti piogge che hanno appesantito il manto nevoso, minacciando tre frazioni alla periferia del paese. Con ordinanza del prefetto di Belluno gli sfollati sono stati alloggiati in tre alberghi, mentre la zona è presidiata dai carabinieri per evitare che qualcuno sì avvicini e resti sepolto da alcune centinaia di metri cubi di neve che in più occasioni si è mossa, minacciando di precipitare a valle. Milano, 26 febbraio. La pioggia che cade da ieri ha provocato straripamenti nelle zone periferiche di Milano. Particolarmente grave è quello del Seveso, che ha coinvolto una vasta area compresa fra piazzale Maciachini, l’ospedale di Niguarda, viale Sarca, provocando allagamenti delle strade e delle cantine e seminterrati. L’altezza dell’acqua nelle strade arriva fino a 40 centimetri. I vigili del fuoco sono intervenuti in forze mentre i vigili urbani hanno provveduto a deviare il trafiìco. Sono così chiuse importanti arterie, come viale Fulvio Testi, che collegano la città con Monza e la Brianza. L’allagamento coinvolge una zona in cui vivono centomila persone circa. In corrispondenza di sottopassaggi, il livello dell’acqua ha superato i 60 centimetri. Si sono aperte alcune voragini nell’asfalto: una di esse, in viale Ca’ Grande, ha una profondità di tre metri. Impossibile per ora un bi¬ lancio dei danni a cantine, seminterrati e negozi. Sono stati disposti Cavalletti, torce e altri segnali per deviare il traffico dalle zone allagate: numerosi automobilisti sono rimasti comunque bloccati in mezzo all’acqua. Sestri li., 26 febbraio. Nuovamente interrotta la provinciale Riva Trigoso-Moneglia, in territorio del comune di Sestri Levante, lungo l’ex-linea ferroviaria, a causa di una leggera mareggiata che ha ancora risucchiato il fornello prodotto due settimane orsono. Il traffico da mezzogiorno è stato dirottato sulla statale del Bracco e per l’autostrada Sestri LevanteLivorno per quanti si dirigono verso Deiva Marina, Moneglia e viceversa. Nella giornata di domani verrà portato il materiale per il livellamento. Albenga, 26 febbraio. A causa delle abbondanti piogge cadute questa notte suH’Albenganese, minaccia di crollare il ponte all’ingresso dell’abitato di Villanova, sulla strada provinciale del Ginestra ; è salito notevolmente anche il livello del Centa, superando il segnale di guardia in prossimità della foce. Il ponte pericolante, ora chiuso al traffico in attesa del sopralluogo dei tecnici den’amministrazdone provinciale, scavalca, con una sola arcata lunga trenta metri e larga otto, il torrente Lerrone, un centinaio di metri a monte della confluenza con il Centa. Novara, 26 febbraio. La pioggia caduta incessantemente per oltre 18 ore su tutto il basso Novarese minaccia di provocare gravi danni. La provinciale SozzagoOlengo, per lo straripamento del torrente Terdoppio, è stata chiusa al traffico nel tardo pomeriggio II ponte è stato lesionato e si teme possa cedere da un momento all’altro. Nella frazione di Vignale si è incendiata la cabina di alimentazione della corrente elettrica. Ancora una volta gli abitanti di questa zona di Novara sono rimasti al buio e senza riscaldamento in quanto con la cabina è «saltato» anche l’impianto di erogazione del gas metano. Domodossola, 26 febbraio. La statale di Macugnaga è nuovamente interrotta per la caduta di due valanghe fra Ceppomorelli e Pestarena. Nella stazione alpina novarese, dove sono caduti altri quaranta centimetri di neve umida, sono rimasti bloccati centinaia di turisti stranieri, soprattutto inglesi, che avrebbero dovuto partire oggi. A causa del pericolo di valanghe, tutti gli impianti di risalita sono fermi da due giorni. Anche il passo del Sempione è stato chiuso al traffico per la caduta di slavine sul versante svizzero. Borgosesia, 26 febbraio. Su tutta la Valsesia continua a piovere e il rialzo della temperatura ha favorito la caduta di nuove valanghe sulla statale che porta ad Alagna. Nel primo pomerigio due slavine si sono abbattute in località Alzarella, bloccando una pattuglia di carabinieri, un torpedone di turisti e quattro auto che in quel momento stavano transitando. La massa di neve ha solo sfiorato i mezzi meccanici che hanno dovuto essere abbandonati. Cuneo, 26 febbraio. L’incubo delle valanghe è tornato sulle vallate alpine del Cuneese: la caduta di una slavina in territorio francese, nella zona di Vievola, ha interrotto stamane il valico del Colle di Tenda; i lavori di sgombero cominceranno solo domattina e la strada dovrebbe essere riaperta in serata. Bloccato anche il transito al colle della Maddalena.

Persone citate: Cavalletti, Francesco Orlandi, Villanova

StampaSera 27/02/1978 – numero 49 pagina 1

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Valanghe: è isolata l’alta Valsesia Ad Alagna bloccati duecento turisti

Valanghe: è isolata l’alta Valsesia Ad Alagna bloccati duecento turisti La pioggia fa precipitare enormi masse di neve Valanghe: è isolata l’alta Valsesia Ad Alagna bloccati duecento turisti Borgosesia. 27 febbraio. (r. c.) In Valsesia da ieri rimbomba il boato provocato dalla caduta di slavinc. Il rialzo della temperatura c la pioggia battente di questo fine settimana hanno riportato d’attualità un pericolo che giorni or sono sembrava definitivamente scongiurato. Soprattutto nelle ore più calde, da mezzogiorno alle tre. nelle località dell’Alta Valsesia, non è difficile sentire l’eco delle valanghe che un po’ ovunque precipitano a valle. Così, da domenica pomeriggio, tutta |a rete viaria alpina è interrotta per la caduta di enormi masse di neve che in Val Sermenza hanno isolato i paesi di Carcoforo e Rima San Giuseppe e Rimello in Valmastallone. Anche la Val Grande non è sfuggita all’inclemenza del tempo: a causa di due slavine abbattutesi sulla statale 299, in località Alzarella e Boccorio, duecento persone (per lo più sciatori lombardi) sono bloccati negli abitati di Alagna e Riva Valdobbia. Fortunatamente non si registrano vittime anche se in un primo momento si era temuto che un uomo fosse stato travolto dall’Imponente cumulo di neve che misura un fronte di oltre un centinaio di metri. Molto spavento, ma nessun danno, anche per 35 alpinisti del Cai di Borgosesia, una decina di automobilisti e una pattuglia di carabinieri di Alagna che, rimasti bloccati sulla statale nei pressi di Boccorio, a seguito della caduta di una prima valanga, hanno visto poco dopo abbattersi sulla strada, a poche decine di metri, una seconda slavina staccatesi dalla parete di una montagna vicina. Abbandonati i mezzi, rimasti bloccati tra i due cumuli di neve, cinquanta uomini hanno raggiunto a piedi Riva Valdobbia. Oggi sono ripresi i lavori di sgombero delle arterie in tutte le valli valsesiane, ma si prevede che solo tra un paio di giorni i paesi alpini potranno essere nuovamente raggiunti dai mezzi antineve.

LaStampa 28/02/1978 – numero 49 pagina 2

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Fabio Fornara

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