Alessandria: lo scalo merci bloccato dalla neve tremila carri fermi, non si trovano gli spalatori

Alessandria: lo scalo merci bloccato dalla neve tremila carri fermi, non si trovano gli spalatori Soppressi ogni giorno 120 treni, ripercussioni su Genova e Savona Alessandria: lo scalo merci bloccato dalla neve tremila carri fermi, non si trovano gli spalatori La temperatura è scesa nella notte anche a — 15 gradi, vengono usati i lanciafiamme sugli scambi gelati – Se migliora il tempo, la situazione dovrebbe sbloccarsi in un paio di giorni – Fermi 27 carri carichi di riso destinato alla Russia (Dal nostro corrispondente) Alessandria, 31 gennaio. (f. m.) Lo scalo merci della stazione ferroviaria di Alessandria, il secondo per importanza in Italia, è bloccato da tre giorni per l’abbondante nevicata di sabato scorso e la morsa di gelo che impedisce il comando degli scambi. Circa tremila carri merci sono fermi da sabato alla stazione di smistamento, e ogni giorno vengono soppressi i 120 treni merci in programma. Oggi, per cercare di liberare gli scambi, sono stati impiegati anche i lanciafiamme, ma in molti casi si deve lavorare di pala e piccone con difficoltà nel reperimento della manodopera: malgrado la richiesta inoltrata all’ufficio collocamento, sono stati trovati soltanto pochi spalatori, che vengono pagati 3500 lire l’ora. Il blocco dello scalo merci alessandrino sta provocando gravi conseguenze; tra l’altro — dicono gli addetti ai lavori — rischiano il blocco i porti di Genova e Savona, che non possono più smaltire i carri essendo soppressi i convogli. E’ facile immaginare il danno economico che la situazione crea. Avrebbe potuto essere evitata se al rnomento della costruzione della stazione smistamento di sette anni fa si fossero spesi 100 milioni per rimpianto di riscaldamento degli scambi. Cento milioni di fronte — fa notare il titolare signor Rossi — ai sette miliardi che è costato l’intero complesso. La stazione smistamento ha in totale 120 km di binari. «Da dieci anni — dice il titolare — non ricordo una nevicata cosi abbondante e dannosa». Una nevicata che a seguito anche del gelo (la temperatura è scesa la notte scorsa a punte di meno 14-15 gradi) ha bloccato lo scalo: se la situazione meteorologica migliorerà, sarà forse possibile sbloccare il tutto in un paio di giorni, in caso contrario ci vorrà una settimana.. I circa tremila vagoni bloccati, va ricordato, sono carichi. Si tratta di merce varia, fortunatamente non deperibile, ma il loro fermo è destinato certamente a creare grosse difficoltà. In molti tra l’altro, vi sono materie prime destinate a varie industrie che rischiano così, causa il ritardo che si accumula, di rimanere senza il necessario rifornimento. Molti dei carri merci sono destinati al Sud, altri invece avrebbero dovuto raggiungere, in tempi ben precisi, i porti di Genova e Savona, per essere imbarcati su navi che devono — è ovvio — rispettare precisi orari, quindi parte del materiale bloccato allo smistamento di Alessandria potrebbe arrivare agli scali portuali liguri quando già sono partiti i iiiiiiimiiiimiimiimiiiiimiiiinimiiiiiiimiii mezzi su cui dovrebbero proseguire il viaggio verso l’estero. Una situazione, che ad Alessandria è tenuta in debita considerazione, per questo si sta lottando contro il gelo e la neve,anche con l’aiuto dei lanciafiamme (bisogna’ peìrò impiegarli con attenzione per non provocare danni agli impianti) per cercare di liberare gli scambi, circa 500 di cui 200 almeno azionati ancora a mano. Un lavoro che comincerà a dare i primi frutti nelle primissime ore della mattinata di domani; si spera di far partire due convogli, ognuno di 30-35 vagoni; un primo passo, ma ancora poco se ricordiamo che ogni giorno i treni in partenza dallo smistamento alessandrino sono 120. Genova, 31 gennaio. (p. I.) Il blocco della stazione ferroviaria di Alessandria che stasera è previsto sino a giovedì prossimo) ha provocato una serie di contrattempi anche a Genova. Secondo una valutazine per il momento, approssimativa, della direzione dipartimentale di Genova, circa 2500 carri al giorno percorrono abitualmente il tratto • Genova-Alessandria, per proseguire poi nelle diverse direzioni, oppure fermarsi presso le industrie o lo scalo portuale della città. «I contatti con Alessandria — dice un portavoce delle FF. SS. di Genova — sono allentati e in questi giorni si supplisce con soluzioni provvisorie. Dopo giovedì — se si sbloccherà la situazione — vedremo di smaltire nel più breve tempo possibile il traffico che si va “ammucchiando” lungo i binari piemontesi». Per quel che riguarda il porto sono stati avvertiti dei disagi: la media di carri diretti allo scalo oscilla tra i cento ed i duecento al giorno. Molte navi restano quindi in attesa del carico, senza poter lasciare gli ormeggi. Non ci sono stati però gli inconvenienti che in una analoga situazione avrebbero potuto provocare le proteste degli enti portuali e dei privati, perché da qualche giorno lo scalo genovese è teatro d’una agitazione sindacale dovuta prima alle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro nazionale, poi, da ieri per le proteste de¬ gli «autonomi» (che controllano quasi la metà dei portuali), che contestano l’accordo siglato dai sindacati di categoria venerdì notte. Anche se i carri delle merci fossero giunti regolarmente, non ci sarebbero state le normali operazioni di carico e scarico. Savona, 31 gennaio. (n.s.) La violenta nevicata di sabato ha avuto ed ha ancora oggi ripercussioni sul porto di Savona. Tra Casale ed Alessandria son bloccati, infatti, 27 carri merci carichi di riso proveniente da Vercelli e destinato alla motonave russa « Sergej” Buryachek », all’ancora nello scalo savonese. I vagoni avrebbero dovuto arrivare ieri, ma le interruzioni verificatesi sulle linee ferroviarie ed i conseguenti ingorghi creatisi ad Alessandria ne hanno sino ad oggi impedito la partenza. Si ritiene, comunque, che questa notte i 27 carri possano lasciare la città piemontese e che domani siano a Savona. I convogli merci diretti in Piemonte viaggiano regolarmente — anche se con qualche ritardo — in quanto tra Ceva e Fossano, per ima lastra di ghiaccio formatasi sui binari, la velocità viene sensibilmente ridotta per evitare U pericolo di deragliamento. Forlì, 31 gennaio — Preziosi per 20 milioni circa sono stati rapinati da due malviventi In una gioielleria di S. Mauro Pascoli, di proprietà di Giovanni Celli, 38 anni. I due banditi armati di rivoltelle e con il volto mascherato, sono entrati nella gioielleria e con la minacela delle armi si sono fatti consegnare 1 gioielli.

Persone citate: Giovanni Celli

LaStampa 01/02/1978 – numero 26 pagina 21

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Grave disagio nei comuni della Valbormida ancora sepolti da una “muraglia” di neve

Grave disagio nei comuni della Valbormida ancora sepolti da una “muraglia” di neve Murialdo, Calizzano e Bardineto hanno chiesto aiuto alla Provincia Grave disagio nei comuni della Valbormida ancora sepolti da una “muraglia” di neve Calizzano, 1 febbraio. (n. s.) Nell’Alta Val Bormida, da Murialdo a Calizzano e Bardineto, si lotta contro 11 tempo: decine e decine di uomini sono impegnati a sgomberare le strade dalla neve e a riattivare 1 col- legamenti con le più sperdute frazioni, prima che arrivi un’altra nevicata. Il cielo non promette nulla di buono. « Dobbiamo far presto a portar via più neve che possiamo — dice 11 segretario comunale di Calizzano —. / mez¬ zi disponibili sono pochi. Alcuni si sono guastati. Ieri sera, all’ingresso del paese, si è verificato un enorme Ingorgo ». Il prefetto di Savona ha inviato alcune squadre di vigili del fuoco ed anche spazzaneve del¬ ltdmnt l’Arias e di altri enti. « ,Von si è trattato di una requisizione — dice — sono riuscito, semplicemente, a procurare alcuni mezzi necessari a fronteggiare una situazione di emergenza ». Non si tratta solo di mezzi te- cnici, occorrono anche mezzi finanziari: « Lo sgombero della neve — dice ancora li segretario del comune di Calizzano — ha un costo notevolissimo al quale non possiamo far fronte con le sole nostre forze ». Calizzano. I mezzi del Comune impegnati nella difficile opera di sgombro della neve nelle strade di accesso al paese (Telefoto Gianni Chiaramonti)

LaStampa 02/02/1978 – numero 27 pagina 1

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Neve in Valsesia

Neve in Valsesia La situazione delle strade: altre valanghe Neve in Valsesia In valle cannobina Cursolo raggiunto dai mezzi antineve – Aperto un varco per il transito di un’auto in valle Intrasca sino al Centro auxologico di Piancavallo – Pompiere ferito ad Arona Borgoscsia, 1 febbraio. ir. e.) Tempo ancora incerto in Valsesia: in mattinata in alta valle, dopo due giorni di sole, la nove ha ripreso a cadere. Nel pomeriggio le condizioni meteorologiche hanno subito un lieve miglioramento ed è proseguito il lavoro d’una trentina di spartineve. L’opera dei mezzi dell’Arias, delle Amministrazioni provinciali e comunali, è però ostacolata dalla caduta di nuove valanghe; infatti il rialzo della temperatura, che alle 13 di oggi a Borgosesia si aggirava attorno ai 6 gradi, favorisce il ripetersi del pericoloso fenomeno. . Intanto si sta tracciando un quadro provvisorio della situazione logistica in Valsesia. La statale per Alagna è interamente percorribile, anche se polizia stradale e carabinieri, alla periferia nord di Varallo, invitano gli automobilisti ad invertire il senso di marcia per non ostacolare il lavoro dei mezzi antineve. Anche la provinciale per Carpoforo e Rimella è solo in parte percorribile, ma si suppone che entro poco i due comuni saranno liberati. Finalmente si sono avute le prime notizie dalla vai Vogna: un uomo si è presentato questa mattina in un locale pubblico di Riva Valdobbia e ha espresso le massime assicurazioni sullo stato di salute dei cinquanta abitanti della piccola vallata. Stamane una squadra del Soccorso alpino ha raggiunto la frazione di Mezzera, in vai Sabbiola, dove le due residenti sono apparse in buone coondizioni fisiche nonostante l’isolamento causato dai due metri di neve. Nel pomeriggio la situazione meteorologica è migliorata e sulla Valsesia è apparso un pallido sole. Vcrbania, 1 febbraio. la. ci Cursolo, l’unico centro ancora isolato della Valle Cannobina, è stato raggiunto ieri sera dai mezzi antineve e cosi, anche se con le difficoltà imposte dal ghiaccio e dalla neve, tutta la valle Cannobina è ora raggiungibile. Strade percorribili anche in Valle Intrasca, mentre resta ancora ostruita da valanghe e Slavine la provinciale che da Verbania sale al Piancavallo a quota 1200. Questa localitàsede del centro auxologico della Charidad ambrosiana ( che ospita 250 persone tra bambini, medici, infermieri, insegnanti e inservienti) è stata tuttavia raggiunta da una fresa meccanica attraverso la vecchia strada Aurano-Alpe Segletta-Piancavallo. Il mezzo meccanico ha aperto un varco nella neve alta due metri, appena sufficiente però per il transito di una vettura. La strada rimane ufficialmente chiusa al traffico, anche perché sotto la minaccia di altre slavine servirà unicamente in caso di situazioni di emergenza al «centro». La fresa è poi scesa verso Manegra per attaccare anche dal lato alto l’ultima valanga (ha un fronte di circa 500 metri ed è alta dieci) contro la quale sono impegnate dal basso due grosse pale cingolate, se non ci saranno imprevisti le operazioni di sgombero dovrebbero essere ultimate nella giornata di domani. Le conseguenze della nevicata si fanno però sentire anche altrove, a Verbania stessa. V Arona, 1 febbraio. (m. b.) Un vigile del fuoco j è rimasto ferito in un inci i dente mentre stava lavorando | allo sgombero della neve dai i tetti delle case di carso Libe- j razione ad Arona. E’ accadu1 to questa sera; la vittima si j chiama Giovanni Ammirata,! | ha 94 anni, proviene da Paler- ! , mo e presta servizio al distac-1 ; camento di Novara. L’uomo ; ; si trovava sulla scala d’emer- j ‘ genza ad una quindicina di: metri dal suolo e stava a ca-1 i valcioni della medesima, sen-1 : za rendersi conto che i conipagni, da terra, manovravano j I l’attrezzo per allungare la t 1 partata, così che la gamba si- j 1 nistra gli restava bloccata tra 1 1 due pioli; probabilmente si è | fratturato una tibia. La nevicata di sabato scor- ! I so, insieme con le tre che j : l’hanno preceduta quest’anno, | i costerà una quindicina di mi- j , lioni al Comune di Arona: i cinque volte quanto er? stalo I i stanziato. Il bilancio comunale di \ \ Arona prevede infatti una j i spesa di tre milioni sotto la ; • voce «sgombero neve»; lo ! sgombero di quest’ultima neI vicata è cominciato lunedì, ! tuttavia ieri mattina il traffico ha subito una paralisi pressoché totale perché le poche aree libere sono state oc- i cupate dai banchi degli ambulanti del mercato settimanale.

LaStampa 02/02/1978 – numero 27 pagina 2

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Di nuovo maltempo con neve

Di nuovo maltempo con neve Di nuovo maltempo con neve In montagna con fe catene E’ tornato il maltempo in tutta la valle di Susa con la quasi quotidiana nevicata. Per raggiungere i centri sciistici oltre Susa gli automezzi devono essere muniti di catene o pneumatici antineve, n transito è comunque difficoltoso in quanto la nuova nevicata ha ricoperto il fondo gelato delle strade. In mattinata la precipitazione si è attenuata.

StampaSera 02/02/1978 – numero 28 pagina 5

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Cervinia è bloccata da una valanga

Cervinia è bloccata da una valanga Slavina sulla strada di Entrèves: un ferito Cervinia è bloccata da una valanga (Dal nostro corrispondente) Aosta, 2 febbraio. (g. g.) Le abbondanti nevicate hanno provocato la caduta di due grosse valanghe in Valle d’Aosta: l’una sulla statale di Cervinia, la seconda sulla strada comunale di Entrèves (vecchia statale). Per il momento, solo una donna è rimasta ferita. E’ Luisa Vuiller, 40 anni, di Courmayeur, che era al volante della sua utilitaria quando la massa nevosa sì è abbattuta sulla strada, all’altezza del distributore della Esso: l’auto è stata sballottata dalla neve e la Vuiller è rimasta contusa. E’ stata medicata nell’ambulatorio di Courmayeur, dove è stata giudicata guaribile in venti giorni per ferite lacero contuse. Mezzi meccanici sono all’opera per rimuovere la massa di neve dalla sede stradale, rimasta occupata per un tratto di trenta metri. La circolazione internazionale non ha subito interruzioni poiché la valanga si è abbattuta sulla vecchia statale, che serve, dopo la costruzione della superstrada del Monte Bianco, soltanto da collegamento tra le trazioni di Courmayeur. L’altra valanga ha invaso la strada statale di Cervinia, a due chilometri dall’abitato del Breuil. La carreggiata è rimasta invasa, all’altezza del Lago Bleu, per una lunghezza di quattrocento metri e un’altezza di 12, da una grossa massa di neve. Il traffico è pertanto bloccato. Massicci soccorsi sono stati mobilitati a Cervinia per sondare la massa nevosa.

LaStampa 03/02/1978 – numero 28 pagina 11

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Una valanga su Valtournanche sono morte cinque persone?

Una valanga su Valtournanche sono morte cinque persone? Seppellita la statale per un chilometro Una valanga su Valtournanche sono morte cinque persone? | | (Nostro servizio particolare) Valtournanchc. 2 febbraio. Una spaventosa valanga, di cui non si ha ricordo a memoria d’uomo, si è abbattuta oggi alle 15 a Singlin, nei pressi di Valtournanche, prima della piana di Perrières. La massa nevosa ha seppelt Hto la statale anche un chil lometro più in alto, dopo i ! tornanti che precedono il La-, i go Blu. i | Non si sa se la valanga ha provocato vittime; tuttavia è| i segnalata la mancanza di cin que persone: Grato Hérin, che i aveva lasciato la sua abita zione a Cervinia con la figlia quindicenne per accompa l gnarla dal dentista ad Aosta (e non è stato poi visto transitare per Valtournanche); due impiegate delle funivie i (una di Valtournanche, Vale f ria Carrozza, e l’altra, pare, idi Asti) ed un’altra persona sulla cui identità non si han » no per ora notizie. Sarebbe¬ ro altresì scomparse alcune auto straniere, una delle quali (una «Mercedes») aveva a bordo una famiglia di nazionalità belga. L’opera di soccorso, subito iniziata, è proseguita febbrilmente per tutto il giorno e nella serata. Alle 23 la strada era stata aperta a monte di Perrières e, in quella zona, sono stati rinvenuti un camion e due auto; fortunatamente si sono trovati ai mar- p gini della valanga, i loro oc cupanti avevano potuto mettersi tempestivamente in salvo. Più in alto sono state notate contro gli alberi tracce del passaggio di materiali, probabilmente vetture. I tecnici hanno accertato che la valanga si è staccata dalla sponda destra orografica del Marmore, scendendo dall’alto delle Grandes Murailles. qua- si dalla vetta del Mont Blanc du Créton. Nella giornata odierna le abbondanti nevicate hanno provocato la caduta di due valanghe in Valle d’Aosta: l’una sulla statale di Cervinia, la seconda sulla comunale di Entrèves (vecchia statale). Si lamenta soltanto il ferimento di una donna, Luisa Vuiller, 40 anni, di Courmayeur,’ che era al volante della propria utilitaria quando la massa nevosa si è abbattuta sulla strada, all’altezza del distributore della « Esso ». L’auto è stata sballottata dalla neve e la Vuiller è rimasta contusa: guarirà in 20 giorni per varie ferite. Mezzi meccanici sono all’opera per rimuovere la massa di neve dalla sede stradale, rimasta ostruita lungo un tratto di trenta metri. La circolazione internazionale non ha subito interruzioni poiché la valanga è caduta sulla vecchia statale che serve, dopo la costruzione della superstrada del Monte Bianco, soltanto da strada di collegamento tra le frazioni di ‘ Courmayeur. L’altra valanga ha invaso la statale di Cervinia,’ à due chilometri dall’abitato del Breuil. La carreggiata è rimasta occupata per una lunghezza di trecento metri, da una grossa massa di neve. Il traffico è pertanto bloccato. r. c. b.

LaStampa 03/02/1978 – numero 28 pagina 1

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Strade aperte in Valsesia e le piste coperte di neve

Strade aperte in Valsesia e le piste coperte di neve Impianto in funzione a Piode, Mera, Fobello Strade aperte in Valsesia e le piste coperte di neve a o’j no’ in funzione, per questo Borgosesia, 2 febbraio. (r.’e.) La statale della Val- sesia è interamente transita- bile, ma da Piode è consi- gliabile l’uso delle catene o delle gomme antineve. Ad Alagna gli impianti del Wold (metri 1220 di altitudine) e della Bocchetta (m. 1200) so- a , à a e weekend e rimarranno aperti anche nei giorni feriali della prossima settimana. La neve varia dai due metri della Bocchetta ai tre metri dell’Indren, che da quindici giorni è chiuso per l’impratica- o bilità delle sue piste, – A Piode, dove si misurano a novanta centimetri di neve, a gli impianti sono agibili, co- – si come a Otra di Moglia e a Campertogno. Mera, con i suoi 250 cen- timetri di precipitazioni ne- vose offre piste perfettamen- te battute e funzionanti. Durante la settimana gli skilift girano a ciclo ridotto, ma la tenuta delle discese è curata minuziosamente. Ai 1106 metri di Fobello Belvedere la neve tocca il metro e trenta; l’impianto è agibile anche se entra in funzione solo al sabato e alla domenica. Nei giorni prefestivi e festivi è possibile usufruire anche delle attrezzature di Camasco, la piccola frazione di Varallo posta a 800 metri di altitudine, dove la neve supera gli ottanta centimetri. — Nel Verbano mezzi an¬ tineve dell’amministrazione provinciale hanno raggiunto anche Piancavallo, liberando dalle slavine e dalle valanghe cadute in territorio di Manegra, la strada che vi sale dà Verbania. Occorre però viaggiare con molta prudenza sia perché non é esclusa la possibilità di cadute di altre masse nevose, sia perché da Premeno alla vetta il fondo è ancora abbondantemente innevato Nelle altre Valli la situazione si va lentamente normalizzando anche perché le brevi nevicate di queste ultime ore sono state di cnosistenza irrilevante. Nella notte una spolverata è caduta anche sui centri rivieraschi.

LaStampa 03/02/1978 – numero 28 pagina 2

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ghiacciate perla Val di Susa

ghiacciate perla Val di Susa ghiacciate perla Val di Susa Week-end difficile per chi si prepara a trascorrerlo in montagna. In Val di Suso, dopo l’abbondante nevicata di ieri, la neve ha continuato a scendere per tuttala notte raggiungendo i 40 centimetri Il transito in Alta Valle, dopo Exilles, è consentito solo ai mezzi provvisti di catene o gomme chiodate. Le strade ‘per Bardonecchia, Sauze d’Oulx, Claviere, Sestriere e Cesano, sono coperte da ghiaccio e neve fresca e la velocità delle auto non supera i 15-20 chilòmetri orari C’è dunque il pericolo di lunghe, code ed intasamenti.

StampaSera 03/02/1978 – numero 29 pagina 6

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Sei morti sotto la valanga due salvati dopo venti ore di Giorgio Giannone

Sei morti sotto la valanga due salvati dopo venti ore Vicino a Cervinia, ancora minacciata Sei morti sotto la valanga due salvati dopo venti ore Le vittime sono due ragazze di Asti e di Valtournanche, un dipendente delle Funivie, due sposi belgi e la loro bimba di cinque anni – L’immane massa di neve precipitata dalle Grandes Murailles è piombata a valle su un fronte di oltre mille metri Altre 10 vittime per due slavine in fronda Aosta, 3 febbraio. Il cielo è diventato improvvisamente scuro, poi un boato ha scosso l’intera vailata: così ieri alle 14,80 si è iniziata nella Valtournanche la tragedia costata la vita a sei persone, rimaste imprigionate nelle loro auto sotto migliala di tonnellate di neve, precipitate dalla montagna. La grande valanga, abbattutasi sulla statale di Cervinia, a poco più di due chilometri dall’abitato, ha risparmiato soltanto una ragazzina di 16 anni, Grazia Hérin, e un uomo di 51, Giorgio Masutti, originario di Torino, dipendente delle Funivie del Cervino, trovati ancora in vita, dopo oltre venti ore trascorse sotto la massa nevosa. Le vittime sono: Grato Hérin, 47 anni, dipendente delle Funivie; Valeria Carozza, 19 anni, di Valtournanche, segretaria dell’Azienda autonoma di soggiorno del Breuil, Lidia Gavello, 23 anni, di Asti, impiegata dell’Ufficio guide di Cervinia e una giovane coppia di turisti belgi: Jacques Gobbe, 31 anni di Chapellele-Herlainat, e Janine Capron, 27 anni, morti con la loro figlioletta Marlene, di 5 anni. Le febbrili ricerche iniziate ieri, da oltre cento uomini e continuate incessantemente fino al primo pomeriggio di oggi, non sono valse a salvarli. Qualcuno è morto quando la salvezza era ormai vicinissima: Grato Hérin è stato stroncato da collasso un quarto d’ora prima che i soccorritori riuscissero a individuare la sua «850»; Valeria Carozza, quando è stata tratta in superfìcie, dava ancora vaghi segni di vita ma i tentativi di rianimazione, prestatile dal dott. Maquignaz, sono risultati vani. L’allarme è stato dato subito e le operazioni di soccorso sono scattate immediatamente: da Aosta partivano una sessantina di alpini, muniti di sonde e di due speciali rilevatori elettromagnetici; da Torino si muoveva un grosso camion con una fotoelettrica, mentre guide, maestri di sci e valligiani giunti da tutta la Valtournanche si univano alle squadre di soccorso. Per l’intera notte gli uomini hanno scavato alla ricerca di un segno di vita. Si sapeva che sotto l’enorme massa di neve, alta oltre una decina di metri, dovevano esserci almeno cinque persone, che erano state invano attese nelle loro case, ma si temeva anche per la sorte dei tre turisti belgi che in serata avrebbero dovuto raggiungere un albergo del Breuil. Stamane all’alba sul posto sono giunti altri mezzi meccanici; in tutto otto ruspe, che hanno incominciato a rodere i fronti della valanga. E’ stato proprio grazie al mas- siccio intervento delle squa-1 mdre di soccorso (sul posto sono giunti anche due elicotteri degli alpini) che alle 12,20 un rilevatore ha segnalato la presenza di un’auto dove le ruspe stavano cercando di aprire un varco sulla strada per ripristinare i collegamenti. Gli uomini hanno iniziato a scavare con i badili, alcuni a mani nude, e sono riusciti a raggiungere, sotto oltre quattro metri di neve, la «850» dell’Hérin. « La ragazza è viva, è ancora viva. Presto, un medico! », ha urlato una guida quando ha visto il volto nell’abitacolo della vettura. Grazia è stata la prima ad essere salvata. « Mi ha sorriso — racconta il dottor Oreste Maquignaz —: era lucidissi- nieHdcplsarnh ma. Poi ha esclamato: “Finalmente!” ». Purtroppo, per il padre della ragazza non vi era più nulla da fare. Grato Hérin, estratto pochi minuti dopo, era già cadavere. Il cuore gli era mancato poco prima. «Forse è stato lo choc, lo stress emotivo perché ci sentiva ormai vicini », spiega ancora il medico. « Non ha retto all’emozione ». Il ritrovamento della utilitaria di Hérin è valso a individuare le tracce che hanno poi condotto, una decina di minuti dopo, alla « campagnola » di Masutti. « Ho saputo soltanto attendere — ha esclamato l’uomo uscendo dalla camionetta con i propri mezzi —: sapevo che prima o poi sareste arrivati. Ma ero anche sereno e ras- segnato a morire ». I due feriti sono stati trasportati, con un elicottero, al centro dì rianimazione di Aosta; le loro condizioni non sarebbero preoccupanti. Due ore dopo sono state trovate anche le auto delle due ragazze e dei tre turisti belgi, ma purtroppo erano tutti morti. La spaventosa valanga si è staccata dai costoni delle Grandes Murailles, la catena rocciosa che si erge fino a 3800 metri, sulla destra orografica del torrente Marmore. E’ piombata a valle su un fronte di oltre mille metri, incuneandosi in un canalone fino ad invadere completamente l’alveo del corso d’acqua; ha poi divelto come fuscelli una fila d’alberi e due enormi silos di una cava che si trovava sulla sponda sinistra; poi ha continuato la sua corsa fino a raggiungere la statale sul versante opposto della valle, ostruendola per cinquecento metri. In quel momento transitavano quattro auto. L’Hérin era da poco partito con la sua « 850 » da Cervinia per accompagnare la figlia. Grazia, a Valtournanche. Lo precedeva il Masutti, che era al volante di una « campagnola » della Società funiviaria. Sul lato opposto della carreggiata, a poche decine di metri, salivano i turisti belgi: la loro «Mercedes» procedeva lentamente, seguita dalla « 500 » della Carozza, che aveva vicino l’amica. Pochi istanti prima che la massa nevosa si abbattesse sulla strada il Gobbe aveva arrestato la sua vettura per applicare le catene alle ruote: la morte l’ha colto mentre cercava, insieme alla moglie, di entrare nell’abitacolo per portare conforto alla figlioletta, rimasta sola nell’auto. La loro « Mercedes » è stata trovata, sommersa da tre metri di neve. I soccorritori si sono calati all’interno attraverso il parabrezza, che era stato espulso nell’impatto con la massa nevosa. Adagiata sul sedile posteriore vi era soltanto la piccola Marlene. E’ stata portata alla superficie. Per quasi mezz’ora medici, maestri di sci, guide Giorgio Giannone (Continua a pagina 2 in ottava colonna) r S I soccorritori invano tentano con la respirazione bocca a bocca di salvare la bambina

Luoghi citati: Aosta, Asti, Breuil, Torino

LaStampa 04/02/1978 – numero 29 pagina 1

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Due slavine ieri in Francia dieci vittime sotto la neve

Due slavine ieri in Francia dieci vittime sotto la neve Due slavine ieri in Francia dieci vittime sotto la neve Chamonix, 3 febbraio. Quattro persone hanno persone hanno perso la vita e altre due sono rimaste ferite oggi pomeriggio a causa di una valanga che ha investito il loro chalet a Tour nei pressi di Chamonix. La valanga si è staccata dal Colle Forclaz, al confine tra la Svizzera e la Francia. Non si conosce l’identità delle vittime né di altre due persone che risultano disperse. Una seconda valanga è precipitata fra Chamonix e Argentiere, sempre in territorio francese e mancano notizie di quattro persone che ieri si erano mosse dal loro albergo di Hameau du Lavancher dirette ad Argentiere. In Svizzera il traffico diretto sulla linea ferroviaria del Gottardo, interrotto per la neve in quattro punti, è ripreso nel pomeriggio di oggi su una sola linea nel tratto Amsteg-Goeschenen. I treni internazionali vengono ancora deviati su Losanna e il Sempione. Ancora chiusa al traffico stradale risulta invece la strada del San Bernardo, tra i villaggi di Orsieres e Sembrancher. Numerose valanghe sono cadute nella notte tra giovedì e venerdì in Vallese, nella regione del Gottardo e dell’Oberland Bernese e nella Val Bedretto in Ticino, cau- sondo gravi danni e ltoter- ruzione quasi totale delle più importanti linee ferroviarie e stradali tra il Nord e il Sud del Paese. I danni sono notevoli: al- beri sradicati, linee elettriche e telefoniche interrotte, chalet travolti, villaggi isolati, ma non si registrano vittime. Soltanto quattro persone sono rimaste ferite tra i viaggiatori di un treno che giovedì sera è deragliato per la caduta di una slavina sulla linea ferroviaria Berna-Loetschberg-Sempione. La situazione è considerata drammatica nella Val Bredetto, dove tre valanghe hanno bloccato qualsiasi comunicazione tra i villaggi ed Airolo. Alcuni elicotteri militari sono intervenuti per sfol- bml- egualmente isolati ri lare persone malate e barn-sultano dei villaggi nell’Alto Vallese e nell’Oberland Bernese, dove una slavina è caduta alle porte della località di Disentis. (Ansa)

Persone citate: Orsieres, Vallese

Luoghi citati: Alto Vallese, Argentiere, Francia, Svizzera

LaStampa 04/02/1978 – numero 29 pagina 2

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CERVINIA – L’incubo dopo la tragedia di ieri (6 morti)

CERVINIA – L’incubo dopo la tragedia di ieri (6 morti) CERVINIA – L’incubo dopo la tragedia di ieri (6 morti) Evacuati i condomini minacciati da valanghe CERVINIA — Alcuni dei condomini sottostanti l’Hotel President, nella conca del Breuil, proprio sotto la catena delle Grandes MuraiÙes, sono stati evacuati e gli ospiti si Anche l’albergo President, che si trova in prima linea, esposto alla caduta di slavine, è probabile che venga sgomberato del centinaio di persone tra clienti e personale, n comunicato della municipalità parla di «invito tassativo» secondo una inconsueta formula. Già da ieri s’è cariato della possibilità di far intervenire l’esercito per bombardare i punti più pericolosi, far smottare cioè artificialmente le masse di neve ili equilibrio precario.ma sembra che l’ipotesi sia da scartare, per le poche garanzie che può dare Tempo previsto: sulle regioni Nord Occidentali . e su quelle Centrali tirreniche poco nuvoloso. Sulle altre regioni della Penisola e sulle isole maggiori si alterneranno schiarite e annuvolamenti con sporadiche precipitazioni che sulle regioni meridionali potranno essere temporalesche. Qualche nevicata si avrà sui rilievi alpini e appenninici sopra i 600 metri. Nebbia sulla pianura padana in parziale dissolvimento nelle ore centrali della giornata. Bad +5 +10 Bruxelles + 2 +8 Firenze —2 +10 Londra +3 +7 Genova +6 +13 Madrid +10 +16 Milano — 1 + 4 Mosca —18 —10 Napoli +1 +12 New York — 4 —3 Regglo +8 +12 Parigi +4 +7 Venezia — 1 +6 Tokyo — 2 +6 STAMPA SERA Direttore responsabile Ennio Caretto Editrice LA STAMPA S.p.A. Presidente Giovanni Giovannini Amministratore Delegato e Direttore Generale Umberto Cuttica Consiglieri Vittorino Chiosano Carlo Masserorri . Cesare Ronfiti Sindaci Alfonso Ferrerò (pres.) Pri l RENATO SCAGLI OLA un’operazione del genere. Sarebbe infatti un grosso rischio innescare valanghe / che potrebbero prendere di’ rezioni diverse da quelle , previste e assumere proporzioni pericolose. Oggi sono previsti altri sopralluoghi da parte degli elicotteri della Scuola Militar. Alpina di Aosta, che porteranno a bordo specialisti. Si farà il punto della situazione che non è mai stata cosi grave; il problema è che non è mai caduta tanta neve in così breve tempo. Gli strati non hanno avuto modo di assestarsi e in più la temperatura sono trasferiti in alberghi e pensioni nella parte dell’abitato considerata sicura. La misura prudenziale è stata decisa dal sindaco di Valtournanche Amato Maquignaz (di cui Cervinia fa parte) ieri pomeriggio, dopo un’assemblea durata quattro ore, a cui hanno partecipato esponenti di tutte le categorie interessate al problema. non è abbastanza bassa da consolidare il manto. Le belle giornate portano quindi un imminente e concreto pericolo di nuove slavine. Si è parlato anche di piani antivalanghe che avrebbero dovuto essere studiate e messi in atto, ma gli anni passano e i provvedimenti non arrivano. E’ anche vero che la località Perrere, accanto alla stazione di risalita «Carosello», dove ci sono state le sei vittime, difficilmente si poteva immaginare che potesse essere raggiunta da una valanga. La strada infatti corre dalla parte opposta della valle; la massa nevosa è piombata nell’alveo del torrente Marmore, dopo aver saltato con un boato due enormi speroni che delimitano il vallone di Vaufrede, risalendo come un fiume in piena il pendio.

StampaSera 04/02/1978 – numero 30 pagina 2

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Mancano gli spazzaneve molti paesi sono isolati

Mancano gli spazzaneve molti paesi sono isolati Mancano gli spazzaneve molti paesi sono isolati Grave disagio in alta vai elùsone: la strada provinciale che collega la statale 23 del Sestriere con il comune Usseaux è stata bloccata di nuovo dalla neve, la popolazione non può raggiungere i posti di lavoro o fare rientro a casa. Il sindaco Luciano Fornero ha chiesto l’intervento della Provincia per risolvere la situazione, ma non ha ottenuto assicurazioni. Il tratto di strada che va dalla statale 23 del Sestriere al comun3 di Usseaux (2 chilometri e mezzo) è di competenza provinciale e i lavori di sgombero neve sono stati dati in appalto. L’impresa incaricata non li ha eseguiti. Il comune (capoluogo e quattro frazioni, In tutto 300 abitanti) nelle scorse settimane si è rivolto a un’altra ditta per lo sgombero, provvedendo a sue spese pure all’apertura della pro¬ vinciale (impegno di spesa — circa un milione — che non potrà essere rimborsato perché i lavori sono di competenza dell’ente locale che tra l’altro ha un bilancio annuo su 50 milioni). Il sindaco ha annunciato che denuncerà alla magistratura l’impresa insolvente. D’altro canto è difficile oggi trovare un’impresa che esegua lavori per conto della Provincia quando è risaputo che le fatture sono esigibili soltanto a distanza di anni. « A questo punto — ha dichiarato il sindaco — occorrerebbe aprire un discorso sull’efficienza degli uffici provinciali, sul disinteresse che dimostrano gli organi centrali nel confronti dei comuni montani, sullo stato di abbandono in cui vengono lasciate le popolazioni alpine anche se si promulgano leggi regionali di tutela del patrimonio montano ».

Persone citate: Luciano Fornero

Luoghi citati: Sestriere, Usseaux

LaStampa 05/02/1978 – numero 30 pagina 8

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Il freddo e le bufere di neve ora si spostano verso il Sud

Il freddo e le bufere di neve ora si spostano verso il Sud Dopo le copiose nevicate sull’Italia settentrionale Il freddo e le bufere di neve ora si spostano verso il Sud Le nevicate dei giorni scorsi, tanto abbondanti sulle località alpine e prealpine, se da un lato hanno riportato l’ottimismo in quei centri che proprio dalla durata di un buon manto nevoso traggono i maggiori benefici derivanti dalle attività sportive invernali, dall’altro hanno posto in serie difficoltà le frazioni minori rimaste isolate per i danni causati dal maltempo. Agricoltori e operatori in vari settori di attività esplicate al Nord non hanno esitato a chiederci se le copiose nevicate e le piogge di gennaio lascino presumere un ritorno a condizioni di clima normale, dopo le eccezionali stagioni delle annate scorse. Ci spiace di non poter accontentare con una risposta valida quanti pendevano dalle nostre labbra, ma purtroppo conosciamo ancora così poco del comportamento dell’atmosfera da non essere in grado di azzardare una previsione di tipo stagionale. Vorremmo approfittare della circostanza per dare qualche notizia di carattere statistico riguardante la neve in Italia, che sebbene poco adatta ai fini di una utilizzazione prognostica può sempre tornare utile per approfondire le conoscenze sul clima italiano. Il Servizio Idrografico del Ministero dei Lavori Pubblici ha accertato un certo calo del manto nevoso e nel numero dei giorni con neve nel corso di questi ultimi anni. Nello stesso tempo però ha rilevato la presenza di neve, sempre più di frequente su alcune località dell’Italia centrale e meridionale. Questi elementi non bastano a delineare i caratteri di una certa variazione climatica; occorrono più approfonditi studi e misurazioni che coinvolgono altre discipline scientifiche. Per tornare alle statistiche, sulle Alpi, intorno ai 2000 metri la neve di norma presente raggiunge i 200 giorni. Sull’Appennino settentrionale a 1350 metri la neve ha una permanenza media di 100 giorni, contro i 75-90 giorni sull’Appennino meridionale. Sull’arco alpino occidentale e su quello centrale fra i 2600 e i 2700 metri di quota il manto nevoso raggiunge i sette-otto metri; sulle Alpi orientali la neve ha uno spessore di cinque o sei metri soltanto; mentre sull’Appennino settentrionale il manto nevoso fra i 1300 e i 1400 metri raggiunge uno spessore di due metri e mezzo. Nelle zone montuose dell’Italia meridionale e delle isole lo spessore della neve supera il metro ad altitudini di 1200-1300 metri. Sono dati statistici che si riferiscono al quarantennio 1921-1960 rilevati in oltre 1500 stazioni di osservazione della rete del Servizio Idrografico del Ministero dei Lavori Pubblici. Per quanto ci riguarda più da vicino, nella nostra qualità di meteorologi, il fatto che la neve stia comparendo a latitudini più basse sul nostro territorio e che nello stesso tempo sia diminuita sulla regione alpina, ci convince della tendenza ad una maggiore penetrazione verso Sud del vortice polare sempre più palese, in qualsiasi stagione, nelle carte della circolazione atmosferica delle quote superiori. In fondo anche gli avvenimenti atmosferici del gennaio appena trascorso sono da attribuire, a nostro avviso, a irruzioni fredde conseguenti a forti serpeggiamenti della fascia delle correnti occidentali, proprie delle latitudini medie; quei serpeggiamenti ad onda che si amplificano in senso meridiano fino a portare aria fredda del Polo Nord verso il Sahara e l’aria calda dei tropici verso la calotta polare, attraverso la media Europa. Andrea Baroni

LaStampa 05/02/1978 – numero 30 pagina 11

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Cervinia: si vive nella paura di nuove disastrose valanghe

Cervinia: si vive nella paura di nuove disastrose valanghe Dopo la caduta della slavina che ha ucciso sei persone Cervinia: si vive nella paura di nuove disastrose valanghe Anche una parte dell’abitato sarebbe minacciata dall’enorme quantità di neve che ricopre i fumeaux La popolazione invitata a lasciare momentaneamente le case – La situazione è tenuta sotto controllo (Dal nostro inviato speciale) Cervinia, 4 febbraio. Nella Valtournanche si vive nella paura. Dopo l’immane valanga abbattutasi nei pressi di Cervinia, sotto la quale sono morte sei persone, si teme che altre grosse slavine possano precipitare dai fianchi delle montagne. Anche parte dell’abitato del Breuil sarebbe minacciato. Una valanga infatti incombe su alcuni casolari, sulla destra orografica della conca di Cervinia, dove potrebbe scaricarsi l’enorme quantità di neve che ricopre le verticali creste dei «Les Jumeaux». Da questi picchi rocciosi, che dominano la cittadina, già nel 1936 scese una grande slavina, che invase la zona pianeggiante ad Ovest dell’abitato, là dove, negli anni più recenti della speculazione deilizia, vennero costruiti un albergo ed alcune abitazioni. «La valanga del ’36 — ricorda Jean Pellissier, anziana guida del Cervino — fu disastrosa. Uccise cinque operai che con i muli portavano viveri alla popolazione del Breuil. I corpi furono trovati dopo giorni di ricerche». Vn’altra valanga potrebbe scaricarsi a valle dalla punta Des Cors, una becca di 3800 metri, poco più a Nord, che come la precedente fa parte delle Grandes Murailles, la catena di picchi che incornicia il versante occidentale del vallone. La situazione è tenuta sotto controllo da una Commissione speciale composta da tecnici, esperti, rappresentanti delle diverse categorie sociali, amministratori comunali. «Oggi abbiamo compiuto una vasta ricognizione a bordo degli elicotteri della Scuola militare alpina — spiega il sindaco di Valtournanche, Oreste Maquignaz — e si è così potuto constatare che gran parte delle masse nevose sono già scese. In considerazione però che la caduta di valanghe è di fatto imprevedibile, abbiamo invitato la gente ad osservare misure precauzionali, tra cui l’opportunità dì lasciare momentaneamente quelle abitazioni più direttamente interessate». Nel tardo pomeriggio i collegamenti stradali tra Cervinia e il resto della Valtournanche sono stati ripristinati. Le ruspe sono riuscite ad aprirsi un varco nell’enorme massa di neve abbattutasi giovedì pomeriggio sulla statale, a circa tre chilometri dall’abitato. I veicoli leggeri possono quindi circolare a senso unico alternato. Per raggiungere il Breuil occorre deviare su una strada di collegamento interno, poiché fli ultimi ottocento metri della statale sono chiusi al traffico per il pericolo di valanghe. Con la completa rimozione della neve dalla sede stradale, si è potuto accertare che l’altezza della valanga scesa dalle Grandes Murailles, supera nel tratto più alto i dodici metri. Le quattro auto rimaste imprigionate per quasi ventiquattr’ore sotto l’immane quantità di neve, erano poco distante l’una dall’altra, quando sono state raggiunte dalla massa nevosa. Uno dei sopravvissuti alla tragedia, Giorgio Masutti, 16 anni, originario di Torino, dipendente delle Funivie, tratto in salvo dai soccorritori dopo essere rimasto per oltre venti ore intrappolato nella sua «Campagnola» rievocando oggi quei drammatici momenti, ha ricordato che pochi attimi prima di essere travolto, aveva dovuto fermarsi perché la strada era occupata da una Mercedes belga: «Non riusciva a salire e ì due occupanti erano usciti dall’auto per mettere le catene alle ruote». Come si ricorderà i turisti, Jacques e Jeannie Gobe, coniugi di Chapelle-le-Herlainat rispettivamente di 31 e 27 anni sono morti assieme alla loro bambina, Marlene, di anni. Dietro alla Mercedes procedeva lentamente la «00» di Valeria Carozza e Lida Gavello, di 19 e 24 anni, impiegate al Breuil, pure raggiunte dai soccorritori quando ormai erano cadaveri. Anche la «850» di Grato Herin, quarantasettenne di Cervinia, che ac¬ compagnava dal dentista a Valtournanche la figlia Grazia, 16 anni, risparmiata miracolosamente dalla «morte bianca», si era dovuto probahilmente fermare. «In quel tratto non erano mai scese valanche — confermano oggi le guide di Cervinia — o almeno non avevano mai raggiunto la strada: la massa nevosa era sempre stata contenuta dall’alveo del torrente. Il pericolo semmai. pppgnedbtmnm poteva esserci più a monte o più a valle, ma non in quel punto pianeggiante». Nel primo pomeriggio di giovedì il tempo era repentinamente mutato, quell’esiguo equilibrio che vincolava più di cinquecentomila metri cubi di neve, alle rocce spioventi, è venuto improvvisamente meno e l’immensa massa di neve è precipitata a valle seminando la morte. Giorgio Giannone flaccmtslgnld Valtournanche. Gli spalatori lavorano intorno a un camion investito dalla valanga (Foto Giovannini – «La Stampa»)

LaStampa 05/02/1978 – numero 30 pagina 11

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Continua il pericolo di altre valanghe Ancora 3 vittime sul Bianco e nel Tirolo

Continua il pericolo di altre valanghe Ancora 3 vittime sul Bianco e nel Tirolo A Valtournanche i funerali dei tre valdostani Continua il pericolo di altre valanghe Ancora 3 vittime sul Bianco e nel Tirolo Una slavina ha distrutto uno skilift sul Furggen – L’Anas ha vietato il transito sulla statale del Monginevro ma gli automobilisti continuano a passare • Affollati i campi nel Cuneese Ancora morti sotto le valanghe. Uno sciatore svizzero è stato travolto sul Monte Bianco, nel versante francese. Tre suoi compagni sono stati salvati quasi per miracolo. Altre due vittime austriache nel Tirolo, dove i morti, quest’anno, sono già stati tredici. In Val d’Aosta, dopo la tragedia di giovedì pomeriggio, il rischio di nuove valanghe permane gravissimo. Oggi una slavina si è staccata dalle dorsali del Furggen e ha travolto parte di uno skilift, fortunatamente senza fare vittime. In Val di Susa, a Salbertrand, un’altra slavina si è fermata a pochi metri da un camping. Appena ieri, decine di persone sciavano proprio in quel punto. Nell’alta valle Grana, una enorme massa di neve è precipitata sulla provinciale Pradleves-Campomolino. Per alcune ore si è temuto che sotto i dieci metri di neve fossero rimaste imprigionate alcune delle auto che in .quel momento stavano transitando. Altre valanghe di minori proporzioni sono segnalate nei valloni laterali delle valli Maira e Stura. Il ritorno del sole sull’arco alpino occidentale, là temperatura rigida e il conseguente assestamento della •neve, concedono un po’ di tregua agli addetti alla vigilanza e alle squadre di soccorso. Ma la situazione può peggiorare da un momento all’altro. La sensazione generale è, purtroppo, di impotenza. Non esiste un piano di difesa che dia garanzie sufficienti. Non esiste un coordinamento. La tragedia di giovedì ha già scatenato polemi¬ che anche feroci. « Il rivelatore di metalli sensibile a grande profondità — dicono a Saint-Vincent — è giunto sulla valanga , con venti ore di ritardo (in elicottero, da Pinerolo). Il volontarismo, la dedizione delle squadre di soccorso, non bastano ». A tutto ciò si aggiunge l’as¬ soluta, incredibile incoscienza di decine, centinaia di persone. L’Anas ha vietato il traffico sulla statale del Monginevro, eppure le auto continuano a transitare, incuranti del pericolo imminente di due enormi valanghe. Le stazioni invernali del Cuneese e i campi da sci sono affollati da decine di migliaia di turisti. In molti casi, nessuno si preoccupa di far rispettare i divieti. E’ una situazione assurda che può provocare da un momento all’altro nuove, gravissime tragedie. r. s. ALTRI SERVIZI A PAG. 8

Persone citate: Maira

Luoghi citati: Pinerolo, Pradleves, Saint-vincent, Salbertrand, Tirolo, Val D’aosta, Valtournanche

StampaSera 06/02/1978 – numero 31 pagina 1

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Piemonte, ancora la neve

Piemonte, ancora la neve Una fitta precipitazione nel Cuneese Piemonte, ancora la neve (Dal nostro corrispondente) Cuneo, 9 febbraio. (g. r.) E’ ripreso a nevicare da oggi pomeriggio in tutto il Cuneese. La precipitazione non è abbondante nel capoluogo e nei comuni di pianura, ma è molto consistente nelle vallate ed in montagna. Al valico di Tenda — che è transitabile con catene — in poche ore lo spessore ha raggiunto i 20 centimetri. Anche al valico del Colle della Maddalena il transito è consentito soltanto agli automezzi muniti di catene. La neve è molto farinosa e sta aggiungendosi ora per ora a quella delle nevicate precedenti che a causa delle temperature rigide dei giorni scorsi ha conservato quasi ovunque lo spessore di quasi un metro. Alba, 9 febbraio. (g. f.) Dopo il bel tempo dei giorni scorsi oggi verso mezzogiorno è ripreso a nevicare su tutto l’Albese. Le precipitazioni si sono intensificate nel pomeriggio e vanno ad aggiungersi al manto nevoso procurato dalle ultime abbondanti nevicate e che ricopre tuttora in buona parte le campagne. Anche sulle strade si notano ancora residui di ghiaccio, specialmente nei punti meno assolati. Le frequenti nevicate di quest’anno sono accolte con particolare soddisfazione a Bossolasco, nell’Alta Langa, ove gli sciatori possono utilizzare a pieno ritmo gli impianti sciistici che l’anno scorso hanno potuto funzionare solo per breve tempo per mancanza di neve. Novi Ligure, 9 febbraio. (g. c.) Nel Novese è ripreso a nevicare dal tardo pomerìggio. In città la neve cade frammista a pioggia ghiacciata. Nevica pure nella zona collinare e nelle vallate del Borbera, del Lemme e .dello Scrivia e sui monti dell’Appennino ligure-piemontese. Lungo tutte le strade del Novese la circolazione degli automezzi è rallentata a causa del fondo ricoperto da uno strato di ghiaccio. Acqui Terme, 9 febbraio. (g. p.) Decima nevicata nell’Acquese, sul Monferrato e nella Valle Bormida dove la neve è cominciata a cadere fitta nel tardo pomeriggio, andandosi ad aggiungere alla trentina di centimetri che già avvolgono le zone pianeggianti. La circolazione stradale è divenuta estremamente insidiosa per la presenza al di sotto dello strato fresco di un manto (a tratti ghiacciato) dello spessore di alcuni centimetri. Casale, 9 febbraio. (m. v.) Nel pomeriggio d’oggi è ripreso a nevicare sul Casalese. La neve, dapprima molto rada, è andata infittendosi in serata.

LaStampa 10/02/1978 – numero 34 pagina 2

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Fabio Fornara

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